martedì 18 gennaio 2022

In palude con Frank Bramato

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE prog/pop/etnico

DOVE ASCOLTARLO qui

LABEL Seahorse Recordings

PARTICOLARITA’ non essere

INSTAGRAM  FB

CITTA’ Lecce

DATA DI USCITA 20.04.2021

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venerdì 11 agosto 2017

In palude con i Droning Maud


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE_indietronica
DOVE ASCOLTARLO Bandcamp, SoundCloud, …
LABEL_I Dischi del Minollo
PARTICOLARITA’_è un disco a kilometri zero
SITO O FB DEL GRUPPO_ http://droningmaud.tumblr.com/ , FB
CITTA’: Valle del Salto
DATA DI USCITA_28 Aprile 2017

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lunedì 8 luglio 2013

Due parole con The Child of a Creek



Per la terza volta in palude (se non è un record poco ci manca) ritorna, graditissimo ospite, The Child of a Creek, per presentare il suo nuovo sofferto disco: The Earth Cries Blood, titolo esplicito a rappresentare un male dentro molto forte. Ritorna a pubblicare con la Seahorse Recordings, bella realtà delle indie italiche, dopo il precedente disco uscito con una label danese, ritorna con la solita intensità e la forza di fare tutto da solo: Lorenzo Bracaloni, cantautore toscano, ha scritto, suonato, cantato, composto, arrangiato, mixato e prodotto artisticamente in perfetta solitudine questo suo nuovo album.
The Earth Cries Blood è ricco di una tensione emotiva impressionante, capace di smuovere l’animo umano, quasi un’opera di rock acido dilatato/dilatante, dove la voce si confonde con gli altri strumenti musicali, quali chitarre elettriche e acustiche, un flauto, un piano classico e uno elettrico, organi, sintetizzatori, più il magico incontro con la voce di donna, quella di Pantaleimon (già con i Current 93), nella splendida Don’t Cry to the Moon. Un album fatto in maniera artigianale, da ascoltare e riascoltare, per coglierne meglio l’essenza. E per farlo ancora al meglio, seguiteci nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?  

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venerdì 21 maggio 2010

Intervista a The Child of a Creek

The Child of a Creek non è una band, non è un progetto, non è il titolo di un film con gli indiani, The Child of a Creek è un uomo solo al comando. Ovviamente mi riferisco alla musica, questa sera il ciclismo non c’entra e manco la politica.
The Child of a Creek è un uomo in giro per le montagne, tra la neve e il silenzio. Scatta foto e fissa su carta le sue emozioni. Le lascia decantare e poi si chiude nella sua taverna con una chitarra acustica 12 corde, chitarre acustiche di vario tipo e genere, chitarre elettriche, un vecchio zither tedesco degli anni ’70, un flauto, un piano elettrico, una piccola balalaika russa, sintetizzatori e percussioni, cibarie varie e del buon Chianti.
The Child of a Creek esce solo quando ha finito, ha capelli e barba lunghi e un cd di rara bellezza, Find A Shelter Along the Path, dato alle stampe per la Red Birds Rec/Seahorse, la stessa particolare label dei Clerville, su questi schermi martedì.
The Child of a Creek fa musica densa e stratificata, tipica di uno abituato a camminare in mezzo alla neve. Può ricordare certe belle stranezze alla Devendra Banhart o alla Jethro Tull, ma è l’ennesimo toscano (non ricevo finanziamenti dalla Regione Toscana, lo giuro) ad approdare sul blog. Dalla provincia di Livorno.
The Child of a Creek, pronto?
VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/thechildofacreek

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martedì 18 maggio 2010

Intervista ai Clerville

Per molti Clerville è la città fantastica di Diabolk, ma da questa sera potrebbe diventare anche il nome del proprio gruppo preferito. Me lo auguro, perché la musica del terzetto di Catania merita di essere diffusa e ascoltata il più possibile. Post-rock? Alternative? Punk? Sono solo etichette, i Clerville fanno dei pezzi quasi esclusivamente strumentali da gioventù sonica. Molto intriganti, ti entrano dentro misteriosamente e non ti lasciano più. Manco l’esorcista, manco l’esorciccio …
Da un po’ di tempo ascolto il loro recente Killing Polar Bears, seconda loro uscita data alle stampe per l’indipendente Red Birds Rec/Seahorse Recordings e mi prende sempre di più. Giro per la cameretta muovendo ritmicamente la coda come quando la musica mi piace. Ogni volta che lo faccio partire ho la sensazione di tuffarmi nell’acqua. Musica liquida? Forse è la definizione più adatta a descriverla. Chitarre stordenti, elettronica al servizio dell’uomo, rock d’avanguardia, forse un omaggio indiretto al grande Sanguineti che oggi ci ha lasciati … ma sto cominciando a sbrodolare.
Meglio sentire se i Clerville sono pronti. Ci siete?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/clerville

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