lunedì 5 marzo 2018

Il nostro miglior cineasta vivente

Avrei voluto più Oscar a Luca Guadagnino,
per il suo splendido film Chiamami col
tuo nome.
Il premio a James Ivory, che ne ha scritto la
sceneggiatura tratta dal romanzo di Aciman,
mi sembra poco.
Lo meritavano i due splendidi protagonisti,
cento volte meglio di Gary Oldman nella
favoletta su Churcill.
Lo meritava Esther Garrel, primo amore etero
del protagonista, prima di quello gay; un po'
di coraggio Academy.
Lo meritavano le musiche di Surfian Stevens,
uno statunitense come voi, che ha fatto
qualcosa di magico.
Lo meritavano i costumi anni '80: vi posso
assicurare che ci vestivamo così, in Italia,
in quel decennio futile.
Lo meritava Luca Guadagnino, come regista
e film,  meglio del Toro e di tutta l'Arena:
è lui il nostro migliore cineasta vivente.

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domenica 28 novembre 2010

Cinema – stagione 2010/3

Wall Street di Oliver Stone
Sottotitolo: Il denaro non dorme mai. Io cambierei in, Gli anni ’80 non sono mai finiti. Ed è l’unico appunto che muovo alla pellicola, molto più di un semplice sequel. Assieme al film della Coppola e a quello di Fincher, rappresenta il capitalismo come è oggi (un trittico imperdibile). Qui c’è Gekko, duro dell’alta finanza, uscito dal carcere come Belushi in The Blues Brothers, solo che ad accoglierlo non trova Dan Aykroyd, ma solo il suo vecchio grosso cellulare a segnare un’epoca. Trova poi una società più incattivita e più vorace di lui, in preda a crisi economiche continue autoalimentanti. C’è il mondo dorato della borsa pieno di figli di puttana, c’è una figlia carina e di sinistra che lo odia, c’è un cast stellare, c’è una colonna sonora impeccabile con canzoni di David Byrne e Brian Eno, c’è una romantica storia d’amore, un blog impegnato, le energie alternative, citazioni cinefile (notata la suoneria del cellulare dell’immenso Eli Wallach?) … insomma, c’è la palude di oggi. Per questo dico: COLPO DI CODA.
IL Sito Italiano DEL FILM
La passione di Carlo Mazzacurati
Per me il cinema italiano è Carlo Mazzacurati. Ricordo quando da ragazzo andai a vedere il suo esordio, grandissimo, Notte Italiana, in un cineclub ormai morto e sepolto. Poi non mi sono perso un Mazzacurati. La mia passione per i giovani musicanti è seconda solo a quella per i cineasti. Sì, perché il buon Carlo a cinquant’anni suonati (e una dozzina di film), continua ad essere considerato un giovane (buon per lui). Come il regista del film interpretato da Silvio Orlando, uomo in crisi al quale succede un fatto inaspettato. La sua casa in maremma perde acqua dalle tubazioni e causa un danno incalcolabile ad un affresco, il sindaco del paese per questo lo ricatta: o dirige la sacra rappresentazione pasquale o parte la denuncia. È l’inizio di una farsaccia, poco mazzacuratiana, ma che alla fine non delude. A tenerla in piedi un attore sempre più grande (e grosso), cioè Giuseppe Battiston (occhio alla sua entrata in scena, con canzone di un gruppo passato sul blog), e un’attrice dell’est ormai indispensabile al nostro cinema, Kasia Smutniak. Non sono nei ruoli principali, ma alla fine ti restano dentro.
SUL WEB LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati
Quella sera dorata di James Ivory
Ecco un gran bel film senza sbavature: atmosfera misteriosa, personaggi strani, attori tagliati per la parte. Incursione sudamericana ai giorni nostri per James Ivory, che affascinato dall’omonimo romanzo di Peter Cameron, abbandona i film in costume per inseguire la storia morbosa di un giovane ricercatore universitario. Il ragazzo vuole scrivere la biografia di un defunto scrittore uruguayano autore di un solo libro (di culto, ovvio), per questo va a trovare i suoi eredi, cercando di avere la loro collaborazione. Trova la giovane vedova, l’amante dello scrittore e la bambina avuta con lui, l’eccentrico fratello gay e il fidanzato orientale. Trasformeranno la sua vita e la visione del mondo. Su tutti la dolce Charlotte Gainsbourg e la villa immersa nel verde rigoglioso. Piacerà anche a chi poco sopporta Ivory.
SUL WEB Quella Sera Dorata LEGENDA
Colpo di coda
Coda tesa
Codì, Codì
Nella palude
Affondo

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