venerdì 6 dicembre 2013

Due parole con gli Alice Tambourine Lover

Alice Tambourine Lover per la prima volta in palude per una serata cosmica. Lo si può intuire dalla misteriosa, acida e stellare copertina, dalla musica che ascolto già da un po’ (se volete ascoltare anche voi cliccate qui), dalla vibra che sento in questo momento attraverso le mie cuffiette rosse. Sì, un gran bel disco questo Star Rovers, dato alle stampe per la Go Down Records, una delle regine tra le label delle indie italiche. Lasciati da parte gli Alix, la coppia formata da Alice Albertazzi e Gianfranco Romanelli, ha messo anima e core in questo progetto di acidissimo blues, e dopo il buon esordio di Naked Songs di due anni fa, ha fatto quasi subito il bis.
Graditissimo bis, Star Rover è un album senza tempo, immediato, diretto, con nove pezzi belli, puliti, trascinati dalla voce calda e sicura di Alice, e da dei momenti di chitarra intensi, sui quali fermarsi e riflettere. Registrato da David Lenci al Sotto Il Mare Recording Studios, mixati da Gregor Marini al Sonorus S.D., conta la presenza di ospiti cult, quali Conny Ochs (Baby Universal, Heavy Kingdom project with Wino) e Patrizia Urbani (Miss Patty Miss & the Magic Circle), voci in due brani insieme ad Alice e Matumaini (Minor Swing) all'ukulele. Atmosfera magica, ottime capacità tecniche, una simpatia che ispira cose buone: Alice Tambourine Lover, se non ci fossero, bisognerebbe inventarli. Pronti?  

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venerdì 26 marzo 2010

Intervista agli Scrat Till Death

Questa sera andiamo nel bosco con una band di confine, gli Scrat Till Death. Confine geografico, visto che vengono da Bolzano e dintorni, confine musicale, visto il loro rock decisamente duro, un metal sbatticoda pregiatissimo (lo ascolto ora e la mia coda non riesce a stare ferma). E devono aver fatto battere la coda pure alla giuria di Upload 2009, rassegna della loro città dedicata alla musica giovanile sempre più grande. Primo premio nella sezione Local e un bel dischetto con il supporto dall’etichetta Riff: Inborn Ignorance.
Solo cinque tracce, ma già indicative della forza e della loro buona tecnica, resa al meglio dalla produzione artistica di David Lenci. E ora che il disco è fuori, la band lo accompagna un po’ in giro. Nella dimensione live sanno dare ancora più incisività alla loro musica, e a quanto leggo si spingeranno pure nella vicina Vienna. Idea originale quella di portare il metal in una città da musica classica come Vienna. Come mai? Un altro concorso? Questo ed altro ancora nell’intervista che va ad incominciare… pronti?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/scrattilldeath

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