domenica 30 aprile 2017

Rece d'Alligatore: Diego Esposito


Diego Esposito, … è più comodo se dormi da me
Rusty Records
Esordio simpatico di un nuovo cantautore toscano, Diego Esposito, con questo disco fresco e diretto dal titolo furbetto … è più comodo se dormi da me. Nove pezzi apparentemente facili, con una buona capacità di scrittura, e l’intelligenza di arrivare al punto senza troppe complicazioni. Merito anche di una decina di anni d’esperienza sui palchi di provincia e varie rassegne, che hanno permesso a Diego di sintetizzare le aspirazioni e le emozioni di un giovane di oggi.
Tra i pezzi più significativi da citare assolutamente Le parole quando vanno da sé, quasi title-track (da qui il titolo del disco) ironico e romantico come un Ivan Graziani dei nostri giorni, Vecchio eliporto, altro brano con echi di certo cantautorato italico, che, se gratti, trovi un testo più serio di quanto si immagina al primo ascolto, Chi festeggia, dolce/soave alla Damien Rice, Toscana, omaggio alla sua regione, ritrovata in un viaggio in Irlanda, Mare, pezzo intimo e sofferto, sorretto dalla sola voce/chitarra.  
Prodotto dalla milanese Rusty Records, conta del sostegno e della direzione artistica del cantautore Zibba, al quale lo stesso Diego Esposito ha aperto alcuni concerti.

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giovedì 29 gennaio 2015

Due parole con i Mandrake



Mandrake in palude tra poco e sarà grande festa. La giovane band livornese ha fatto un disco di autentico culto, per la forza cosmica che esprime, per le collaborazioni sfruttate al meglio, per la vibra. Sì, Dancing With Viga mi prende molto. L’ho già fatto partire in cuffia, se volete ascoltarlo anche voi cliccate qui, non ve ne pentirete. Cantautorato psichedelico, pop-rock molto folk con vari rifermenti internazionali, da Sufjan Stevens a Damien Rice, Devendra Banhart … Credo di aver reso l’idea, e se non è stato così la copertina farà il resto: giocattolosa e colorata, acida e ancestrale.
Nati nella bella città toscana cinque anni fa i Mandrake si sono formati attorno a Giorgio Mannucci, già voce e chitarra dei The Walrus, che ha cercato e trovato i suoi compagni di viaggio nel web. Sono così arrivati il violino e la viola di Asita Fathi (esperienze con l’Orchestra Sinfonica di Sting nel 2011, membro dell’Orchestra sinfonica di Grosseto e La Spezia), il contrabbasso di Stella Sorgente (nell’European Union Youth Orchestra e nell’Ensemble del Festival Puccini, pure vice sindaco di Livorno, chiapperi), la tromba di Mauro La Mancusa e la batteria/percussioni di Dario Gentili (NSambo). Un disco nel 2012 (Zarastro, portato molto in giro, anche fuori Italia), un disco ora, questo, uscito per la Riff Records. Parliamone. Pronti?

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giovedì 15 novembre 2012

Due parole con Leaves & Stone



Una copertina calda e soffice, come la  musica dell’esordio di Leaves and Stone, one man band ideata da Giacomo Manfredi, questa sera per la prima volta in palude. Un progetto nato solista nel 2011, attorno al quale si sono poi avvicinati altri musicisti, per fare insieme The Dancer, ep dato alle stampe da qualche settimana per Treehouse Lab. Altri suonatori si sono poi aggiunti per i live, che si annunciano molto suggestivi, a partire dalla calda voce di Giacomo, calda come un maglione blu, al violoncello di Daniele Fiammetti, al piano di Ruggero Frasson
Solo sei pezzi purtroppo, i quali però sono sufficienti per mostrare le doti di questo giovane musicante, tra il pop internazionale e la malinconia più intimista, il nu jazz e atmosfere cinema. Non a caso cita tra i suoi esempi gente come Damien Rice, Coldplay, Sigur Rós, The Cinematic Orchestra, e ascoltandolo bene tali influenze si possono sentire. Questo però non ha impedito a Leaves and Stonedi trovare la sua strada, per proporre con stile la nostra musica più amata. Sì, direi proprio che stile e idee non mancano. Serve solo che si faccia conoscere. Quale occasione migliore della palude? Pronti?
PERCONOSCERLO MEGLIO CLICCA QUI

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