Era bello andare a letto e svegliarsi con questa immagine nella mente. È la copertina di Gasogramma, l’unico romanzo di Serge Gainsbourg. Si trovava in cima alla pila di libri da leggere sul mio comodino. L’avevo messo in testa perché è il più piccolo, ma anche per la sensualità dell’immagine. È stato altrettanto bello leggerlo. In ottanta dense paginette, il bel Serge ti fa capire il vero significato dell’arte viscerale. È la bio, drammatica e comica allo stesso tempo, di un pittore famoso, noto per una strana cosa: dipinge con il sedere, cioè utilizza una disfunzione intestinale per comporre i suoi dipinti. È ironico, forse autoironico, dissacrante nei confronti del mondo dell’arte, ma allo stesso tempo profondo, vero, drammaticamente vero. Un’artista, se è tale, e non una marionetta in mano al business, quando compone qualcosa ci deve mettere le viscere, il negativo e positivo dentro. Dal sangue allo sperma al liquido seminale alla merda (d’artista), dai suoi disagi, dai suoi malanni. Poi non è detto che ne esca una cosa triste e buia, anzi… è il caso di questo Gasogramma, dove si ride, si riflette, ci si eccita e deprime. Pare impossibile quante cose riesca a narrare Gainsbourg in sole ottantasette pagine …
Casualmente ho scoperto che oggi, 2 marzo 2011, sono vent’anni giusti dalla scomparsa del cantautore francese nato, vissuto e morto a Parigi. Ringrazio l’amico and che mi ha fatto conoscere questo libro e vi invito ad andare nel suo blog se siete interessanti ad un Concorso letterario semiserio (leggete il post del 28/02/2011).
PER ALTRE INFO SU GASOGRAMMA
http://isbnedizioni.it/
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