venerdì 16 maggio 2014

Due parole con i Prizeday

Prizeday al primo disco, Prizeday al primo sbarco in palude. Saranno qui, tra poco, a presentare il loro vero e proprio esordio, Apps Will Grow Like Feathers, elettrico ed eclettico album dato alle stampe per la ByeBite, in Italia, come in gran parte d'Europa. Del resto i Prizeday sono da sempre abituati a calcare i palchi stranieri, tipo Londra, dove sono stati protagonisti di un bel tour prima di produrre questo loro album. In Inghilterra sono stati notati dal mitico Arthur Brown (il Dio del fuoco infernale, l'ideatore degli acidi Crazy World e Kingdome Come, uomo culto della musica inglese anni 60/70), che gli ha voluti vicini in tre suoi concerti.
Nel disco hanno portato la passione e le esperienze vissute con la musica britannica. La musica del gruppo lombardo ha il buon sapore del pop-rock di ottima fattura internazionale, senza per questo sembrare freddo o impersonale. E la copertina non tragga in inganno, questa immagine strana, che sembra uscire dalla grafica anni '80, rappresenta la meglio i colori e la varia tavolozza compositiva di Apps Will Grow Like Feathers. Il gruppo di Quarry ha fatto un bel lavoro personale, pur partendo da esempi e/o influenze ben precise: dagli U2 ai Depeche Mode, Julian Cope o i Suicide. Avremo modo di approfondire questo e molto altro, nell'intervista che va ad incominciare. Pronti?

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