Nun ve reggae più
Una passeggiata sul mio lago, il Garda, fatta in data 19.11.2022 e una fatta il 09.10.2023, lunedì scorso.
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Non voglio alimentare polemiche ulteriori, soffro molto a sentire guerre di religione sul clima, tra chi "è un disastro e bisogna imporre strette" (mentre per anni non ha detto o fatto un cazzo) e chi invece minimizza, dice "non è niente" (e magari ieri era con me in piazza a denunciare). Come cantava il buon Rino Gaetano Nun ve reggae più. Tutti! Lo volevo dire da un po'. Lo dico con delle foto qui sul mio blog e sui social tutti pubblicando foto del lago a un anno di distanza.
La situazione è al limite, come in molte cose della società, dalle guerre alle malattie (non dico quella parolaccia), dai rapporti umani alle bolllette del gas, la soluzione è un cambio di sistema, da quello che domina il mondo, cioè il capitalismo, a una forma di vero socialismo. O così, o siamo fottuti. Palliativi non servono, anzi, sono ancora più dannosi.
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Questo è il mio piede dopo i 2000 km. Sembra un tatuaggio, ma è l’abbronzatura dei miei sandali. Sullo sfondo l’isoletta di Trimelone. Da buon pacifista il mio è un calcio a quello storico avamposto militare, pieno di bombe di tutte le guerre, anche dell’ultimo conflitto mondiale: i nazisti in fuga vi abbandonarono molti ordigni, e si favoleggiava sul tesoro del puzzone (Salò è dall’altra parte del lago, spostata un po’ più a sinistra), nascosto lì poco prima della sua fine a Piazzale Loreto. Se lo saranno spartito gabbiani e cormorani, unici abitanti dell’isoletta, visto che è vietato andarci. Tarantino ne farebbe un gran film.
Dopo una salita in funivia a 1770 e rotti metri di altitudine (freddo e nebbia) sul Monte Baldo, monte diviso tra Trento e Verona, un lauto pasto con tagliatelle al tartufo, mezzo litro di rosso e una Sacher con panna per festeggiare, si riparte. Altri quaranta km verso casa, quasi tutti discesa e curve (le ho raddrizzate). Alla fine arrivo a 7581 …mi fermerò presto.










