venerdì 30 ottobre 2009

Intervista ai Joujoux d'Antan

Questa sera c’è un gruppo a me molto vicino, vicino in senso geografico. Si trova sulla sponda opposta del mio lago, quella bresciana, terra dove sono nati alcuni importanti musicanti fuori schema (e anche qualche cineasta e qualche scrittore fuori schema, a dire il vero). Sarà l’aria del lago, lo squilibrio tra l’allegria e il sole dell’estate e la malinconia e le nebbie dell’inverno, a creare questo sconvolgimento nelle arti. Di sicuro, ascoltando questo loro esordio targato Kandinsky Records, si sente.
Non è un normale esordio italico MiVoglioBeneComeUnFiglio, anche se è cantato in italiano il suo taglio è internazionale (non solo per la presenza di Sean Lennon e Yuka Honda). Sono canzoni legate da atmosfere gotiche con un andamento strambo alla Tom Waits. A cantarle, con la sua incredibile voce, Marco Tonincelli (tra poco collegato con il blog), fondatore assieme a Pietro Leali dei Joujoux d'Antan. Al nucleo originario si sono aggiunti poi altri ottimi suonatori, che con i loro strumenti (violoncello, contrabbasso, trombone e altre diavolerie) hanno distorto il pop-rock in qualcosa di nuovo e diverso. Cosa? Meglio chiederlo al diretto interessato. Pronto Marco? Mi senti?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/joujouxdantan

Etichette: , , , , , , , , , , , ,