Un gran bel film del quale si è scritto poco. Uscito nelle nostre sale a
maggio 2013, dopo un anno circa dall'uscita ufficiale e il passaggio
trionfale a Cannes 2012, forse per nasconderlo ai più, disabituati alle
sale aperte d'estate. Io me lo sono perso alla prima uscita, causa un
infortunio al ginocchio, e l'ho recuperato solo ad agosto, in un cinema
sotto le stelle bello pieno. Il regista è Pablo Larrain, giovane cileno
di talento, autore anche di Tony Manero, che con questo suo quarto film
racconta, con un stile documentaristico, i giorni che precedettero il
referendum per dire sì o no alla permanenza al potere di Augusto
Pinochet, il dittatore sanguinario che aveva eliminato Salvador Allende,
uccidendo la democrazia cilena nel 1973. Per rendere perfetto
l'incastro tra le immagini di repertorio e quelle filmiche, Larrain usa
intelligentemente una fotografia sgranata, la camera un po' traballante,
e il risultato è straordinariamente convincente.
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