martedì 23 aprile 2024

100 anni di Rossanda


Ricordo di avere iniziato la lettura del libro poco dopo la sua morte, avvenuta il 20 settembre 2020, solo quattro anni fa. Non ricordavo fosse quasi centenaria, infatti oggi festeggerebbe 100 anni, non a caso il libro con il quale racconta la sua vita si intitola La ragazza del secolo scorso. Ve ne consiglio la lettura, soprattutto se non la conoscete. Rossana Rossanda è stata una intellettuale, militante comunista di un comunismo dissidente: prima dirigente del PCI, poi fuori, perché radiata come si diceva allora, per avere fondato il quotidiano il manifesto in polemica con il comunismo dell'est. Contro il comunismo ortodosso, però sempre comunista, anche e soprattutto dopo lo scioglimento del PCI e voce critica dentro a il manifesto degli ultimi anni, sempre più lontano da cosa era stato inizialmente. Una parabola la sua, che serve per capire cosa siamo diventati oggi (ben poca cosa) e cosa saremmo potuto essere, forse, seguendo la sua idea.

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giovedì 6 luglio 2017

Ora si può dire: ciao Paolo!

Paolo Villaggio, il grande Paolo Villaggio,
che andava a tutti i funerali di star
amiche sue, è morto.
Lo vedevo nei tg, tutto contrito, serio,
perfetto nel rendere l'estremo saluto
con le parole giuste.
Me lo ricordo al funerale di Faber,
grande amico suo, o di Gassman,
o di Ugo Tognazzi.
Mi ricordo anche le molte volte che
ne hanno annunciato la sua,
di morte.
Per questo, anche se avevo già il
post pronto, con questa foto,
ho aspettato un po'.
Ora, passati alcuni giorni, siamo certi,
quel fine umorista, dei vizi e delle
banalità italiche, è morto.
E allora lo posso dire: ciao Paolo!
Uacciu uari uari … uacciu uari uari ...

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martedì 29 novembre 2016

La Storia lo assolverà


Ho sempre pensato a Fidel Castro come a un’icona pop,
avevo cercato quella famosa foto mentre beve la Coca Cola,
ma non avendone trovate di belle, ho messo questa.

In questa si vede la bandiera del suo paese alle spalle,
un saluto al suo popolo prima o dopo uno dei suoi discorsi
fiume, che lo hanno reso famoso nel mondo.

Perché la Storia lo assolverà? Perché, bene o male, ha liberato
il suo Paese dalla tirannia, dai ricconi del nord che lo volevano
solo depredare, e questo i vicini Usa non potevano tollerare.

Ha liberato Cuba da Batista in piena guerra fredda, e questo
ha comportato una scelta di campo, discutibile quanto si vuole,
ma alla fin fine giusta per il processo rivoluzionario.

Errori ne ha commessi, certo, il suo compagno Che Guevara
è diventato un mito perché morto giovane, mentre lui è morto
anziano, nel 2016, e la Revolución invecchiava con lui.

2016 funesto anche per la famosa agenda telefonica di Gianni
Minà: mi ricordo Troisi, che scherzava con Minà sulla sua agenda
piena di nomi famosi, Cassius Clay e Fidel Castro tra i più noti …

Questo ricordo mi fa sorridere, mentre mi giro tra le mani un buon
mojito fumandomi un altrettanto buon sigaro e cerco in tv quei film 
di Oliver Stone su Fidel: Comandante e Looking for Fidel.

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venerdì 14 ottobre 2016

Dario Fo … quel sorriso beffardo



Anche Dario Fo ci ha lasciati, in
questo 2016 pieno di pioggia, e
scorre impietosa la retorica sui
giornali, nei blog, in TV.

Quella TV, che negli anni del
potere democristiano, l’aveva
censurato, cacciandolo dagli
spettacoli del sabato sera.

Non si poteva fare qualcosa
di interessante, intelligente, il
minimo dissenso veniva zittito:
fuori! … chi era fuori dal coro.

Così Dario Fo si dedicò con forza
alla scrittura, si avvicinò al popolo,
ad un pubblico rosso di rabbia,
ai tempi della contestazione.

La censura lo rese grande, un
nome riconosciuto nel mondo,
poi consacrato anche dal Nobel,
un autore unico e inimitabile.

Per questo aveva quel sorriso
beffardo, quel volto diceva “te
l’ho fatta, censura ipocrita, mi
hai cacciato e sono diventato io”

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