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Domani il manifesto festeggia i suoi primi quarant’anni e sarà in edicola al prezzo speciale di 50 centesimi. Un festa da ricordare, una festa che non avrei immaginato così triste; la scomparsa di Vittorio Arrigoni, uno dei suoi collaboratori più sinceri e veri, me la rende molto amara. Credo però sia giusto festeggiare anche per lui, come me quasi coetaneo de il manifesto, e forse per questo spesso in sintonia.
Costituitosi quotidiano il 28 aprile del 1971, dopo l’esperienza come rivista del 1969, nato dalla costola più a sinistra del PCI con lo scopo di costruire un comunismo diverso da quello grigio dell’est in polemica con l’invasione sovietica di Praga. Contaminato nel corso degli anni dalla cultura femminista, ambientalista (forte il loro impegno contro il nucleare), per i diritti degli oppressi dalla Palestina al Chiapas, per un cinema militante ma mai noioso (grandi Robertino e Mariuccia), il quotidiano comunista è rimasto sempre dalla parte del torto, come da loro felice definizione.
Per questo io sono abbonato da circa 10 anni e lettore da 20, per questo dico buon compleanno manifesto …
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L’ho fatto anche oggi, anche se all’inizio ero riluttante. È sempre la stessa cosa, ormai da vent’anni (sì, la mia prima volta vent’anni fa, ero pieno di sogni, aspettative, mi aspettavo fosse una cosa magica e, lo dico non per vantarmi, non sbagliai il colpo); da vent’anni per me gira così, con il solito rituale stanco: un eccitamento iniziale, un allenamento su fotografie con alcuni nomi e qualche dato per paura di sbagliare davanti a lei, quella vera, dei ruoli prestabiliti, la chiesa che fa lezioni di morale dicendosi equidistante e disinteressata alla materia, insomma è quasi come il sesso, a parte che lo spoglio avviene alla fine. Non c’è più l’entusiasmo delle prime volte, lo ammetto, ma continuo a farlo con sentimento. Non a caso dalle mie parti va forte il Partito dell’Amore, in salsa verde, e non mi pareva giusto farlo vincere senza almeno un voto contro, cioè il mio. Votare bene fa bene al voto.
Vignetta tratta dal penultimo FRIGIDAIRE, in edicola ieri con http://www.liberazione.it/. Ci sarà un ultimo numero in edicola sabato 24 aprile con il quotidiano comunista e poi dal giugno diventerà un mensile autonomo di almeno 16 pagine formato tabloid a colori per 3 euro.Etichette: Elezioni, Frigidaire, Giornali, Liberazione, politica
Anche quest’anno, a gennaio, è scaduto il mio abbonamento a il manifesto, anche quest’anno sono andato in posta e ho rinnovato. Quest’anno avevo un motivo in più per abbonarmi: la crisi che attanaglia il manifesto e la stampa indipendente in genere. La crisi economica è crisi democratica, sarebbe un errore dimenticarlo. Per questo l’ho fatto, anche se le notizie ormai le trovo in rete, e, preso da mille cose, mi ritrovo spesso a leggere cinque/sei/sette manifesti tutti in un colpo. Questo contraddice quello che diceva uno dei fondatori del quotidiano comunista, Luigi Pintor: un giornale il giorno dopo è buono solo per incartare il pesce. Perde d’attualità.
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L'ALTRO GIORNO HO RICEVUTO QUESTA E-MAILEtichette: Carta, Crisi, Cultura, Dibattito, Giornali, Neoliberismo, politica, Precarietà

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