martedì 22 aprile 2025

Demetrio Stratos 80

Demetrio Stratos, pseudonimo di Efstràtios Dimitrìou (Ευστράτιος Δημητρίου, IPA: /ɛf'stratjos ðimi'triu/; Alessandria d'Egitto, 22 aprile 1945 – New York, 13 giugno 1979). Oggi farebbe ottant'anni, quasi come la Liberazione. A essere sinceri la sua voce è stata Liberazione. O no?

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venerdì 14 ottobre 2022

Rece d'Alligatore: Andrea Tarquini

Andrea Tarquini, In fondo al ‘900

MoovOn

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domenica 14 gennaio 2018

In palude con Chiara White


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE cantautorato rock alternativo
DOVE ASCOLTARLO su spotify o, meglio, ai miei concerti
LABEL SuburbanSky records
PARTICOLARITA’ una cantautrice e 13 musicisti
CITTA’ Firenze
DATA DI USCITA 15 dicembre 2017

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lunedì 6 luglio 2015

Culla di democrazia

Con il 92,9 per cento dei voti scrutinati, il no ha raccolto il 61,2 per cento dei consensi, con il sì fermo al 38,7 per cento (fonte Internazionale). Essendo un Referendum, difficile ci siano sorprese, quindi possiamo gridare vittoria, la Grecia si dimostra ancora una volta culla della democrazia come nessun altro paese al mondo. Buona anche l'affluenza alle urne, a dimostrazione di quanto sia stato sentito, dal popolo greco, questo appuntamento. Una vera lezione di democrazia per l'Europa, dall'Europa ...

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giovedì 2 luglio 2015

Cambiare l'Europa a partire dalla Grecia

Credo da sempre che l'Europa vada tolta dalle mani dei banchieri, dei burocrati e dei politici liberisti, per essere riportata nelle mani dei suoi popoli. L'esperimento e i patimenti della Grecia devono esserci d'insegnamento. QUESTO articolo di Christian Raimo dal sito Internazionale (grazie Silvia per avermelo segnalato) spiega bene gli ultimi sviluppi.

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giovedì 15 gennaio 2015

Due parole con Carolina Da Siena



È in arrivo in palude Carolina Da Siena, giovane talentuosa cantautrice pugliese all’esordio su disco. Un disco molto bello, del quale già si parla in giro per la Rete, un disco che uscirà ufficialmente solo il 20 di gennaio, ma che è possibile ascoltare in questi giorni sul sito di Rockerilla (cliccate qui per ascoltare la sua musica). S’intitola Klotho, come la più giovane delle Moire, le tre divinità che presiedono al destino dell’uomo secondo la mitologia greca, quella che tesse il filo della vita. Un filo che lega le undici canzoni dell’album, cantate in italiano dall’intensa voce di Carolina.
Prodotto dall’interessante label di Alberobello, la Piccolo Bottega Popolare, con la produzione artistica di Jacopo Andreini, che ha voluto raccogliere i suoni in diverse situazioni (non solo in studio), Klotho è contraddistinto da musica viva e testi tra il personale e l’universale. Scritti da  Carolina Da Siena, arrangiati da lei insieme ai due musicisti che l’accompagnano sempre (Alessio Ciocia al basso, Valeria Agrimi batteria/percussioni/toys), sono un concentrato di emozioni e sfoghi profondi, simili a quelli di uno scrittore giovane. Un bel modo deciso di esordire in un lungo. Mi piace. Parliamone. Pronti?
PER CONOSCERLA MEGLIO

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sabato 24 maggio 2014

... quasi quasi chiudo il blog

Mi giravano e mi girano ancora, ero incazzato e lo sono ancora. Perché? Perché fai un post dove tenti di scrivere una seria analisi di un personaggio, alla ricerca di un'altra Europa, cioè una vera strada alternativa per uscire dalla crisi, quella che ti morde sulla schiena tutti i giorni, e ti leggono/commentano in pochi. Mi riferisco al post dedicato al libro Tsipras chi? Ne fai uno minimale dove colpisci con parole e immagini (tipo quello sulle palle che girano), e in poco tempo ti si riempiono i commenti, anche di blogger poco frequenti qui. Capisco, c'è caldo, si tende a stare lontani dal pc (ma non dallo smartphone), la politica interessa poco (a parte la gazzarra, a parte gli interessi particolari), però che delusione... quasi quasi chiudo il blog e me ne vado nel Bosco d'Amore di Guttuso. Ci sto pensando da un po', forse ho fatto il mio tempo...

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sabato 17 maggio 2014

Un libro, un voto: Tsipras...

Dalla copertina sembra qualcosa che sta nascendo, in Italia si è formata un lista che porta il suo nome, la Lista Tsipras, lui è candidato alla presidenza per la Commissione europea. Nel suo paese, la Grecia flagellata dalla politica di austerity, il giovane Alexis Tsipras, con il suo partito Syriza, punta direttamente al governo. Questa è la novità più bella, che emerge da questo libro, da questa storia: la volontà di portare un pensiero alternativo e di sinistra all'interno del governo del paese, in Europa (non in Asia o in America Latina), senza compromessi al ribasso, ma con l'idea di cambiare il sistema, invece di farsi cambiare da esso.
Lo conoscevo poco
Tsipras, il libro di Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena, in 127 agili pagine (edito da Alegre- il megafono delle idee), mi ha aiutato a capire molte cose. La sua storia, da giovanissimo militante No Global (a Genova 2001, voleva esserci, ma assieme ad altri compagni venne poco democraticamente respinto, nella UE della libera circolazione dei capitali, ma non delle persone), a leader di un partito in crescita. La sua avanzata elezione dopo elezione, in mezzo alla grande crisi alimentata dalla politica comunitaria, la disfatta del Pasok (lo storico partito socialista), la capacità di unire tutti gli spezzoni della sinistra di alternativa e la sfida del governo, per cambiare radicalmente l'Europa. Spero ci riesca, anche per questo voterò la lista che porta il suo nome.
QUI L'INTERVISTA CHE APRE IL LIBRO

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mercoledì 7 agosto 2013

In memoria dei miei occhiali

Poco prima dello scoccare dei 1500 km stagionali, sono morti i miei occhiali storici. Avevano 10 anni esatti, comprati a Creta nell'estate del 2003, da un ambulante nordafricano. Da allora sono sempre stati con me in ogni giro in bici, per la loro comodità e resistenza. Per questo dico morti, e non rotti, erano una parte di me. Occhiali da sole resistenti, con delle belle lenti scure, per nulla fighetti, nati per essere indossati in ogni occasione (non necessariamente da bici), di nessuna marchio prestigioso, erano semplicemente i miei occhiali. Li pulivo con la maglietta sudata, e così sono morti, mentre cercavo di tirare via il sudore di questo stupendamente caldo agosto. Tenendo una media di 1500 km all'anno, in dieci anni avranno fatto 15.000 km. Meritano il giusto riposo e questo post di commiato ...

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giovedì 1 marzo 2012

L'Europa nel tunnel nero

L'Europa si è infilata in un tunnel nero, il più nero della sua Storia recente.  Difficile trovare le parole per descrivere questo stato di cose. Le ho trovate ancora una volta in un articolo di un intellettuale mite, lucido, a volte lontano dal mio pensiero, ma questa volta no, perfettamente in linea: Marco Revelli, su il manifesto di martedì. Anche questo dimostra quanto sia importante la vita de il manifesto. Se chiuderà anche lui, la dittatura del pensiero unico avrà definitivamente vinto. Pensateci!

Come se niente fosse
Marco Revelli (il manifesto 28.02.2012)
La verità su quanto sta accadendo in Val di Susa, e sul suo significato generale, sta tutta in una quarantina di ore. Nel breve spazio che va dal sabato pomeriggio al lunedì mattina. Sabato, una valle intera - un popolo - molte decine di migliaia di persone, anziani, giovani, donne, bambini, contadini, operai, piccoli imprenditori, commercianti, "popolazione", riempiono le strade, i campi circostanti, le rotatorie e i borghi, per dire no al Tav. Pacificamente, con volti sorridenti e idee chiare in testa. Lunedì mattina - come se niente fosse - una colonna di uomini armati marcia, secondo programma, sull'area-simbolo di Clarea, sui terreni di proprietà comune risparmiati dal primo blitz del 27 giugno 2011 e diventati il simbolo della resistenza, per occuparli. Indifferenti a tutto, muovono per spianare la Baita che ha ospitato in questi mesi l'anima della valle, come se con le ruspe potessero cancellare le ragioni di tutti. In mezzo, un uomo che cade da un traliccio, folgorato, e solo per miracolo non perde la vita.
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martedì 24 marzo 2009

CINEMA: Andiamo Verso l’Eden


Non vorrei passasse sotto silenzio un film importante per la nostra italietta del 2009, anzi, per l’Europa tutta. Un film scomodo e forte, bello, diverso. Parlo di Verso l’Eden di Costa-Gavras. È interpretato da Scamarcio, e non vorrei che proprio per questo venisse snobbato, perché si ritiene l’attore pugliese solo un divetto che piace alle ragazzine. Qui è in parte, ve l’assicuro, con una recitazione “a togliere”: stralunato, perso, clandestino inseguito da tutti come un moderno Charlot (sempre qualcuno alle costole, sempre qualcuno che deve abusare di lui come di un oggetto, come in un moderno lager aperto).
Il film butta giù dei temi di stringente attualità, direbbe De André, ma non con pesantezza (chissà perché si associa sempre a Costa-Gavras la pesantezza? Ci vedo qualcosa di ideologico contro di lui), ma con uno stile onirico, da realismo magico. Penso a Pasolini o a Citti. C’è la nudità, la carnalità della vita (e della morte), la fame, il sottoproletariato, la politica di oggi, gli usi e abusi dell’Occidente su chi viene in cerca di fortuna, maghi surreali, cialtroni, furfanti e approfittatori …
Ci sono delle scene da antologia del cinema. Penso alla caccia al clandestino dentro il villaggio turistico greco. Sur(reale) come poche negli ultimi anni. Ma anche l’arrivo sulla spiaggia di nudisti (l’eden?) non è da meno…e l’accampamento rom dato alle fiamme per un niente…e la Torre Eiffel illuminata grazie alla bacchetta magica stile Miracolo a Milano.
Rischia di passare inosservato Verso l’Eden: il pubblico impegnato lo snobba perchè c’è Scamarcio, quello di Scamarcio perchè è impegnato... E tutti si astengono. Non fatelo. Sarebbe un grave errore.

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