giovedì 28 maggio 2009

Intervista ai Tecnosospiri

Mi sembra che la band ospite questa sera su questi schermi abbia trovato uno splendido luogo per collegarsi: al mare, con la chitarra pronta all’uso, una scacchiera per stare ben concentrati e il portatile vicino. Non si fanno mancare niente i Tecnosospiri, come non manca nulla alla loro musica, un pop-rock con venature cantantuorali molto maturo, nonostante la giovane età.
Io i Tecnosospiri li seguo da alcuni anni. Li seguo dal loro precedente cd, In confidenza, uscito come il recente I lupi, per la romana CinicoDisincanto. Devo dire che sono cresciuti, molto cresciuti. I lupi è un concept-album che tocca tematiche sociali e politiche senza perdersi in discorsi banali o complicati, ma facendo vera musica.
Non dimenticano la melodia, non dimenticano la tenerezza i Tecnosospiri (come potrebbero, con un nome del genere?) e passano con incanto e consapevolezza dalle macerie di Sarajevo all’amato Pasolini, da Varsavia sporcata dalle multinazionali ai palazzinari delle nostre metropoli. Ma questo non è un comizio, è un concept-album sullo stato di crisi dei nostri giorni con dieci pezzi perfettamente legati insieme. Per questo lascio la parola a loro. Ci siete?

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