venerdì 9 gennaio 2015

Due parole con John Mario



È un vero piacere aprire le interviste del 2015 con John Mario. Lo è perché lo conosco da alcuni anni, come musicista e amico di penna, l’ho visto suonare un paio di volte e parlato al volo le stesse. È un cantautore vero, capace di passare dall’italiano all’inglese senza falsi imbarazzi (è anche Dead Man Whatching, intervistato qui due anni fa), di creare una sua label (la Cabezon, che in soli 4 anni ha pubblicato una decina di album), di tornare con un album come questo, per chiudere i conti con il passato e ripartire pulito. Almeno questa è la mia impressione, dopo i primi ascolti di Per fare spazio, album intimo e vero.
La copertina del disco, immaginifica, favolistica (da favola nera?), ma con lo stesso John Mario a fissarti, è molto rappresentativa del suo contenuto: undici pezzi biografici, cantanti in modo diretto, tenendosi strettamente sul confine tra reale e surreale. Canzoni lasciate in sospensione per alcuni anni (l’ultimo lavoro firmato John Mario era del 2008), ricordi riaffioranti, sogni, scazzi, disillusioni, riferimenti a Pavese e Jack London. Temi da cantautore classico, tra il pop e il folk, con il grunge come trampolino di lancio. Ovviamente tutto targato Cabezon. Un bel Cabezon. Interroghiamolo! Pronti?

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sabato 31 agosto 2013

Blog chiuso per FestaInRosso

Come ogni anno, in questo periodo, c'è la FestaInRosso della mia città, spazio aperto, con concerti, dibattiti, cultura, libri, teatro (tutto il programma cliccando qui). Mi sorprendo sempre a trovare ottima musica giovane, di Verona, ma non solo. Ieri sera i Soqquadro, gruppo giovane con un cantate molto in gamba (da pelle d'oca la loro cover di Alexander Platz), e i Facciascura, gruppo con già un bel disco all'attivo, e con uno, mi dicevano ieri, presto in uscita. I Facciascura hanno suonato pezzi loro più qualche cover infuocata. Salito sul palco a suonare la chitarra anche John Mario, dei Dead Man Watching, passato in palude di recente. In questi giorni mi scuso se sarò poco presente sul mio e vostri blog, essendo impegnato all'Osteria della Valpolicella -BaldoGarda. Se passate magari ci facciamo un bicchiere. 
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martedì 23 aprile 2013

Due parole con Dead Man Watching



Arrivano in palude i Dead Man Watching, e posso dire, gli attendevo da molto. Conosco il gruppo da un bel po’ di anni, ho seguito il loro evolversi nel corso degli anni, con piccoli ma preziosi ep, fino all’esordio di oggi, Love come on! Ancora l’amore? Nota dominante della musica underground del 2013? Non saprei dire, sono undici ballatone folk-rock molto delicate, e qualcosa con l’amore potrebbero avere a che spartire. Acide e soavi come la copertina lascia intendere, con quei soffioni ripresi nel momento di perdersi in volo, possono ricordare certi Wilco, se volete un paragone che riempia le orecchie.
Uscito ad inizio anno per Cabezon records, piccola ma preziosa label della mia città, Love come on! sta accompagnando perfettamente questa timida primavera. Questo album appare il classico disco che cresce ascolto dopo ascolto. Forse perché, dietro al progetto Dead Man Watching, ci sono tre musicanti diversi, ma compatibili: John Mario, voce e chitarra da vero folksinger (la scorsa estate l’ho visto live, da solo, ed è stato magico), Gio, poliedrico strumentista (dal moog all’ukulele, l’hammond, chitarre, basso …chiedete e vi sarà dato), Astor Cazzolla, un nome che fa ridere, ma dietro la batteria non scherza (autore anche della foto di copertina e di tutto il libretto). Insomma, un gruppo così, non si trova facilmente. Per questo è in finito dritto in palude. Pronti?

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