martedì 24 gennaio 2023

In palude con Phomea

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE cantautorato post-rock

DOVE ASCOLTARLO in riva al fiume, fuori da un jazz club, iniziando da qui

LABEL Beautiful Losers / Beng! Dischi / Beta Produzioni

PARTICOLARITA’  pezzi che nascono cantautorali per poi essere contaminati da elettronica, suoni distorti e paesaggi creati da intelligenze artificiali

SITO INSTAGRAM FB

CITTA’ Pistoia

DATA DI USCITA 11/11/2022

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mercoledì 25 gennaio 2017

In palude con Tiziano Bianchi


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE:
Jazz, classica, ambient.
DOVE ASCOLTARLO
In uno di questi storie musicali qui
... o nella playlist di youtube
LABEL
Irma Records (Italia), Pony Canyon (Japan)
PARTICOLARITA’
Partecipazione di Giovanni Lindo Ferretti sulla title track “Now and then”.
Produzione artistica di Tiger Okoshi e featuring sul brano “Grease”.
CITTA’
Castelnovo ne’ Monti, Reggio Emilia
DATA DI USCITA
16/11/2016

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venerdì 21 ottobre 2016

In palude con Stella Burns and the Lonesome Rabbits


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: folk desertico
DOVE ASCOLTARLO: al momento è possibile ascoltarlo su rockerilla
LABEL: Love & Thunder
PARTICOLARITA’: canzoni lontanissime tra loro ma che in questa rielaborazione sembrano esser scritte dalla stessa mano.  
CITTA’: Livorno e Bologna
DATA DI USCITA: 13 Settembre 2016

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mercoledì 3 settembre 2014

Ritorno al cinema con delitti ... Under the Skin

Sono ritornato al cinema dopo un  bel po' (solo due film visti a luglio, uno ad agosto), e ho trovato una pellicola molto strana, perturbante, con una Scarlett Johansson in un ruolo difficile, lontano da molti suoi personaggi. Un'aliena cattiva, un'aliena che giunta sulla terra ruba ad una donna defunta le vesti, e gira su di un furgoncino alla ricerca di uomini da eliminare. Sì, letteralmente eliminare, dopo averli attirati in trappola con il suo fascino, spogliati di tutto, conduce i malcapitati in una stanza buia per farli scomparire in un buco nero, dove si disintegrano in un blob melmoso.
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lunedì 16 dicembre 2013

Due parole con i Rubbish Factory

Stanno per arrivare per la prima volta in palude i Rubbish Factroy, con la loro carica di adrenalina pura e spirito punk-rock dai colori accesi. Arrivano direttamente da Roma, per presentare il loro fresco esordio The Sun, dato le stampe a fine novembre per l’eclettica label capitolina Modern Life. Undici pezzi che mettono a dura prova la mia coda, per la forza iconoclasta, il ritmo e le esplosioni quasi stoner. Undici pezzi per manco mezzora di musica, tiratissima, diversa, divertente; provate ad ascoltare il disco in streaming gratutito cliccando qui, e mi direte se dico balle o no. Poi, se, ritornerete sul blog, potrete pure dirmi la vostra preferita.
Sono in due ma fanno tanto casino: Gabriele Di Pofi e Marco Pellegrino, chitarra uno, batteria l’altro, entrambi voce dei Rubbish Factroy, nati solo due anni fa. Si sono fatti ritrarre in copertina con una faccia poco raccomandabile, colori acidi, e una rotellina in bocca (sembra presa in prestito dagli ingranaggi della macchina del Charlie Chaplin di Temi Moderni). Non per nulla la loro è musica della città, ritmi industriali, con chiari rimandi a QQTSA, Radiohead, Led Zeppelin. Si potrebbe pensare pure ai Fab Four ascoltando il singolo Bamsa (cercate in Rete il video, anche quello un pelo beatlesiano), ma quando i riferimenti sono così tanti, vuol dire che hanno trovato il loro battito animale. Pronti?  
PER CONOSCERLI MEGLIO

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