mercoledì 23 aprile 2014

Trento Film Festival, si parte ...

Guardate che bella locandina. Si tratta della locandina del Trento Film Festival, che inizierà tra qualche ora, un festival da sempre caro a questo blog. Purtroppo quest'anno non riuscirò a seguirlo come gli altri anni,  spero di riuscire a fare qualche blitz in bici. Sono molti i motivi, tra film, libri (una montagna di libri), incontri con alpinisti famosi (come sempre ci sarà Messner, tra gli altri). Ho scorto tra le fitte pagine del programma, anche una piccola mostra di foto scattate sul set di un bel film uscito di recente, La prima neve di Segre, girato, come saprete, proprio in trentino. Insomma, un giro in bici, almeno per vedere quella, di sicuro lo farò...  e voi, se avete tempo e voglia, fateci un salto. Come tutti i festival, è bello viverlo direttamente, con alcuni giorni di permanenza almeno. Dura fino al 7 maggio.
QUI IL SITO DEL FESTIVAL

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sabato 23 novembre 2013

Zoran, la via italiana al cult-movie

Volevo scrivere qualcosa su due pellicole francesi con ragazze anti-tempo delle mele (La vita di Adele e Giovane e bella, da vedere assolutamente), ma l'altro giorno mi sono imbattuto in questo film, e ho l'urgenza di gridarne la sua immensa bellezza. Zoran, mio nipote scemo è una commedia indipendente italica ambientata nell'estremo nord-est (Friuli, vicinissimo al confine sloveno), dove per riscaldarsi si beve parecchio. Chiapperi quanto si beve! Il paesaggio è buona parte del film, con le sue colline nebbiose, le viti sterminate, le osterie fuori moda piene di amici di bacco, cori con canzoni esaltanti il vino contro l'acqua (la beve el can, cantano). Altra buona parte del film (la più grossa), è Giuseppe Battiston, nel ruolo della sua vita (come il Lebowski per Jeff Bridges), cioè quello di Paolo Bressan, cattivo ubriacone a metà strada tra un personaggio di un romanzo russo di una volta (il Novecento), e tanto buon cinema d'autore rock (dai Coen ad Aki Kaurismaki) ... citerei pure Bukowski, ma poi dite sono fissato con Hank.
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sabato 2 novembre 2013

Una scorpacciata di film 3

La prima neve di Andrea Segre
Racconto morale tra le montagne trentine. Film incantevole, del documentarista vero Segre, passato da qualche anno anche al film di finzione (ma sempre con i piedi nella realtà). Umanista convinto, conoscitore della Storia e delle storie, dopo l'esordio Io sono Li (purtroppo non l'ho visto), con una giovane orientale a Chioggia, passa con La prima neve a raccontare la storia di un profugo del Togo, fuggito dalla Libia in fiamme. L'uomo viene mandato in Trentino, nella fiabesca Valle dei Mocheni, e la sua vita precaria si incrocia con altre vite precarie di montanari: un ragazzino problematico senza padre, la madre di questo, con sensi di colpa e molte rinunce, suo nonno, saggio del villaggio (la legna ti scalda tre volte, insegna, quando la tagli, quando l'accatasti, e quando la bruci). La prima neve è quella che cadrà alla fine del film, con le storie che sembrano appianarsi, rilassarsi sotto di essa, ma, immaginiamo, non scomparire. La pellicola è in parte sottotitolata (quando parlano nello stretto dialetto della Valle dei Mocheni, comprensibile in molto nord Italia), presenta attori professionisti (Jean-Christophe Folly, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston), accanto a non professionisti, però non si nota la differenza per la bravura di Segre. Anche in questo mi ha ricordato il cinema del primo Olmi, e del purtroppo poco noto Franco Piavoli. Da vedere (qui il sito del film per vedere dove lo danno).

VOTO 

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