lunedì 20 novembre 2017

Dylan Dog e la ribelle

Continuo ad appassionarmi al nuovo Dylan Dog, invecchiato forse, ma sempre dalla parte del torto, cioè giusta. Questa volta è insieme a una ragazza più giovane di lui, molto più del solito. Una ribelle, una ragazza impegnata contro l'ampliamento di una discarica a colpi di molotov. Contro, ecologista fino al midollo, lo è anche Dylan Dog, ma ha dei dubbi sui metodi incendiari della sua ragazza. 
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domenica 6 agosto 2017

Mitchum LOVE and HATE

In estate alla televisione davano un sacco di
film vecchi, film in bianco e nero bellissimo,
tra i miei preferiti quelli con Mitchum.
Mitchum, Robert Mitchum, con quella sua
faccia da spaccone simpatico, di quelli che
sapevano fare la cosa giusta in ogni momento.
Come oggi, Mitchum compirebbe 100 anni (sì,
era della stessa classe della Pivano, classe di
ferro quella del 1917, anno di rivoluzione).
I suoi personaggi erano umani, sfaccettati, non
degli eroi banali sempre dalla parte del bene,
anzi, lui era il classico antieroe.
Prendete il predicatore evangelico de La morte
scorre sul fiume, con le dita della mano tatuate:
LOVE a destra, HATE a sinistra.
Per questo mi va di ricordarlo, sperando che
qualche canale televisivo si ricordi di lui, e
trasmetta a manetta i suoi film.

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giovedì 26 gennaio 2017

Cinquant'anni senza Tenco

Vedrai, vedrai
Vedrai che cambierà
Forse non sarà domani
Ma un bel giorno cambierà
Vedrai, vedrai ...

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mercoledì 10 giugno 2009

CINEMA: Uomini che odiano le donne, un film Rapace

A volte vado al cinema per il solo gusto di farlo, non sapendo bene a cosa vado incontro. Mi butto nella sala, come mi buttassi nel mare, e poi nuoto, se mi piace. Come in questo caso, Uomini che odiano le donne. Sapevo solo che era tratto da un bestseller di uno scrittore del nord Europa. Mi sono trovato subito a mio agio, diciamo che l’acqua era calda e ho nuotato bene. Uomini che odiano le donne è un film strano, perturbante, demodè; a tratti sembra un Hitchcock-movie (dell’ultimo periodo): il mistero, la fantapolitica, il sesso morboso. Siamo però ben piantati nella nostra epoca da piccole iene, con computer, hacker, microtelecamere, dati e foto disponibili con un clic.
La vicenda si dipana grazie a queste nuove tecnologie, usate per scoprire il mistero della scomparsa di una ricca ereditiera. Legati a lei, nel corso degli anni, mostruosi delitti di donne rimasti impuniti. Al centro una ricca famiglia industriale, con personaggi eccentrici, alcuni dal passato nazista (ora vecchi nostalgici) e un patriarca alla ricerca della verità. Incaricato di dipanare il mistero un giornalista d’estrema sinistra, al quale si affianca una giovane hacker inquieta, a sua volta vittima di violenze, con il riformatorio alle spalle e un tutore che più figlio di puttana non si può.

È lei il vero motore del film (forse anche nel libro?). Sconvolge l’impianto di una pellicola altrimenti avviata su binari convenzionali con il suo spirito punk. I suoi tatuaggi, le sue abitudini sessuali, i suoi piercing, il suo corpo androgino. Difficile non innamorarsi di lei. A darle corpo è la giovane attrice Noomi Rapace, moretta poco nordica (il cognome tradisce le sue origini italiche?), vera ribelle senza causa dei nostri giorni. Senza causa?
QUESTO IL SITO DEL FILM http://www.uominicheodianoledonne.it/

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