giovedì 11 settembre 2025

Benni e il Le Pen gay

 

Non so perché ho letto poco, pochissimo Stefano Benni, ma è successo e ora che è morto non mi va di fare l'esperto di Stefano Benni. Non lo so perché ... mi piaceva, ho letto Il bar sotto il mare (credo di avere una delle primissime edizioni Feltrinelli con quella mitica copertina con icone del passato da Belushi a Marilyn) e forse Bar sport 2000, ma non ne sono sicuro. Alcuni suoi altri titoli avrei dovuto leggerli tipo Comici spaventati guerrieri, Terra!, Baol ... ma, mistero dei misteri, non ci ho mai pensato. 

Lo leggevo tanto su il manifesto negli anni '90, i suoi articoli di satira che sembravano veri. Ero ragazzino e una volta lessi, in prima pagina del quotidiano comunista, una surreale storia di Jean Marie Le Pen scopertosi gay. Una cronaca buffa da sembrare vera, tanto che io ci avevo creduto e avevo detto a mio fratello maggiore "Hai visto sti fascistoni omofobi?... sotto sotto sono gay!" Lui mi spiegò che era satira... Ho provato a cercare quell'articolo, ma non sono riuscito, perché vorrei rileggerlo e ridere come allora. Se lo trovate, mandatemi il link o ditemi dove posso trovarlo. Intanto cercherò di seguire il consiglio del figlio di Benni: ricordate mio padre, leggendo i suoi libri.

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martedì 31 marzo 2015

Due parole con Pasquale Demis Posadinu



Ritorna in palude Pasquale Demis Posadinu, ritorna con il suo nome e la sua faccia. Era passato di qui nel lontano 2008, in una delle primissime interviste sul blog, con il suo gruppo dal nome poetico, i Primochef del Cosmo (da un racconto di Benni, se non ricordo male), e ora lo ritrovo qui con la stessa label di Cagliari, la Desvelos Records, tornata con questo disco omonimo a produrre. Un doppio piacere, moltiplicato dal fatto che a produrre artisticamente l’album è un’altra mia vecchia conoscenza, mai direttamente passata di qui, ma sempre presente nel miglior underground italico ascoltato in palude. Si tratta di Giovanni Ferrario, ottimo chitarrista apprezzato anni fa in un live con la Le Luci della Centrale Elettrica, giusto per dire …
Viste tutte queste premesse, il disco di Pasquale Demis Posadinu poteva deludermi? Certo che no! Sono dieci tracce di pop-rock cantautorale molto intimo, delicate quanto sentite. Cantante in italiano dalla voce calda dell’autore sardo, fotografano l’attimo dalla sua posizione: da un omaggio vero alla sua terra, contro chi se la vuole pappare, all’esperienza di una madre, dall’amore che non vuole prendere il largo al cercare l’autenticità nel rock sotterraneo. Un album che prende piano, ma poi non ti lascia più. Forse perché ha tante cose dentro, come l’originale copertina. Ma ne parleremo tra poco con Pasquale Demis Posadinu.  Pronti?

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lunedì 24 novembre 2008

Intervista a Massimiliano D’Ambrosio

Continua la ricerca di nuovi musicanti validi, degni di suonare nei lettori cd di più persone possibili, ma per le irrazionali ragioni di mercato ancora poco conosciuti. Prendete Massimiliano D’Ambrosio, per esempio, cantautore romano di scuola Folkstudio (ha fatto in tempo a respirarne l’atmosfera poco prima chiudesse), al secondo cd dopo l’esordio politico/poetico di tre anni fa, Il Mio Paese. Ora, dopo questi ultimi anni di concerti, sbattimenti, partecipazioni a varie raccolte, è arrivato il momento della seconda prova, Cuore di ferro, altrettanto politica, altrettanto poetica.
Nove canzoni dove il testo gioca una parte importante, con colte citazioni letterarie (Jorge Amado e la sua Teresa Batista, stanca di guerra), ospiti illustri (l’inconfondibile voce di Marino Severini dei Gang in uno dei pezzi più intensi del cd, Luna Lunera), e uno Stefano Benni messo in musica, La scuola più strana del mondo (è quella uscita dalla cosiddetta riforma Gelmini, tanto contestata da studenti e insegnanti? Sentiremo…).
Testi, ma anche musica, con arrangiamenti da cantautore classico, dal mandolino al kazoo, dalla fisarmonica al banjo, e poi bombardino, violini, bouzuki …meglio sentire se è online, perché qui mi perdo. Ci sei Massimiliano?
GUARDA IL VIDEO La ballata delle donne, da una poesia di Edoardo Sanguineti http://www.youtube.com/watch?v=5aRyCR_rC60
VAI AL SUO MYSPACE
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=120646627

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martedì 8 aprile 2008

Intervista ai Primochef del cosmo


Che dirvi dei Primochef del Cosmo? Con un nome così potrei dirvi tutto e il contrario di tutto. Il sestetto sassarese, giunto al primo importantissimo disco targato Desvelos, lo vedete entrare con tutta la sua simpatia e allegria per l’intervista in diretta sul/nel blog dell’Alligatore. Basta guardarli, direi …
Una sintesi ben riuscita tra cantautorato e rock’n’roll, si sente in giro leggendo recensioni al loro omonimo esordio. Rolling Stones più La Crus, più Tenco, più Velvet Underground. E poi la passione per certa letteratura “rock” come Stefano Benni e Chuck Palahniuk … ma li sento bussare alla porta del blog …li vedo entrare.
Benvenuti, se siete pronti partiamo subito con la prima domanda …
PRIMA DOMANDA
Chi sono i Primochef del Cosmo?

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giovedì 20 marzo 2008

Anteprima Primochef del cosmo


Questa volta non mi potrete rimproverare di parlare solo di band emiliane. Questi baldi giovani vengono da Sassari, sono cocciuti e profondi come la loro bella Sardegna, si chiamano Primochef del cosmo grazie ad un racconto del grande Stefano Benni e ti sanno raccontare un sacco di storie interessanti.
Di primo orecchio ricordano i La Crus, un certo Tenco, certi Baustelle, e, se devo straripare in un campo non mio, i Negramaro; come saprete sono ignorante in materia mainstream, e i Negramaro li ho ascoltati poco, giusto le volte che sono stato in auto con un amico architetto che ascolta solo questi, ma a tratti mi richiamano alla memoria loro. Sarà solo un’impressione?
Prodotti artisticamente dal talentuoso Giovanni Ferrario, ultimamente molto attivo nell’underground italico di spessore (e non solo italico e non solo underground: collaborerà al prossimo disco di PJ Harvey), usciranno per l’etichetta Desvelos ai primi di Aprile. Sono la casella 14 della label di Cagliari. Una casella da aprire e gustare come le altre 13 (Marta Collica, Hugo Race, Micevice …)
Canzoni preferite: Wait for me, perfetta sintesi tra cantautorato e rock con una chitarra molto Lou Reed e la voce ispirata, Per rispondermi (sì, sono i nuovi La Crus), Cadono per ore, suggestiva popsong senza tempo, Quando il mondo riposa, giocoso finale acido con ritmo per i migliori adolescenti d’Italia.
Saranno famosi …
http://www.desvelos.it/
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