mercoledì 11 gennaio 2023

20 anni e 10 giorni senza Giorgio Gaber


Perché vent'anni  e dieci giorni? Perché era un anticonformista e una cifra tonda non l'avrebbe gradita. No, scherzo, perché perdo colpi e mi ero dimenticato, e quando oggi alla radio ho sentito John Vignola ricordarlo, dicendo che il 1 gennaio del 2003 era morto il grande Giorgio Gaber mi sono cadute le braccia. Lo ha ricordato anche lui oggi su Radio 1 a La nota del giorno, assieme a De André morto l'11 gennaio nel 1999. Ha ricordato il Gaber degli inizi con Jannacci (i due corsari), Tenco, Celentano.... poi quello che scriveva canzoni per Cochi e Renato, quello dei programmi tv del sabato sera (pensate, c'era una tv che il sabato sera aveva gente come lui, l'amico Nobel Dario Fo, altro le cazzate che fanno oggi), e poi quello del teatro-canzone con Luporini. Io quello della tv non l'ho visto non essendo ancora nato o piccolissimo, e mi sono perso anche quello del teatro-canzone. Avrei avuto l'occasione di andarlo a vedere con mio fratello maggiore, che me lo propose, ma io, ragazzino non acculturato, dissi di no, non mi interessava. Mi mangio le mani, ovviamente, ma che volete, bisogna crescere per capire... ciao Giorgio.

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venerdì 8 giugno 2018

Rece d'Alligatore: Furia

Furia, Cantastorie
Real Music Srl
Cantautrice milanese al primo disco, Tania Furia, che ha deciso di togliere il nome presentandosi solo con il cognome, Furia. Forse ha giocato in questa scelta l’incontro fortunato (dopo la sfortunata esperienza a X Factor) con il maestro Luigi Albertelli, suo produttore e manager (nota la sua Furia cavallo del west, tra i tanti successi di una vita), forse ha sentito, semplicemente, che suonava bene così.
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sabato 3 marzo 2018

Apello al voto

Vignetta di Danilo Maramotti, candidato di Potere al Popolo a Savona

ART. 1 della Costituzione
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

Per questo invito tutti al voto: domani, domenica 4 marzo 2018, esercitate liberamente il diritto di voto, non lasciatevi incantare da chi sostiene l'astensionismo. Come cantava Gaber, libertà non è star sopra a un albero ... libertà è partecipazione. Partecipazione popolare, quando ci è permesso, come nel caso delle elezioni. Mi rivolgo sopratutto ai delusi di sinistra, che hanno visto i loro pariti scomparire o cambiare pelle, come nel caso del Pd renziano, irriconoscibile erede del PCI, che dalla Bolognina a oggi ha fatto troppi passi indietro, spaccandosi inevitabilmente. L'unica possibilità per il Pd lunedì sarà far parte di un governissimo con Berlusconi, a meno che questo non riesca a vincere (avrà comunque una maggioranza risicata). Per questo indico senza esitazione POTERE AL POPOLO.

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giovedì 4 marzo 2010

Intervista a Canemorto

Non è da tutti ospitare un Canemorto. Io questa sera cercherò pure di farlo “parlare”, anzi scrivere…ma bando alle freddure, Canemorto è un progetto musicale in costante evoluzione con la voce di Antonio Nardi (già leader dei Colya) a raccontare storie surreali, a volte buffe a volte tristi. Accanto a lui Leopoldo Giachetti e Martino Mugnai (già componenti dei Velvet Score) ed ora, da non molto, il basso dei Rio Mezzanino, Leonardo Baggiani.
Dopo molti gruppi oltre Firenze, ecco un gruppo di Firenze, in tutto e per tutto. Lo si sente ad ascoltare il loro recente omonimo esordio, a cominciare dalla canzone-inno per la Fiorentina alla cover di Ivan Graziani, Firenze (canzone triste), resa molto attuale pur rimanendo fedele all’originale (malinconica senza perdere l’ironia). Ma tutte le canzoni di Canemorto contengono sentimenti apparentemente opposti. Ascoltandolo si passa spesso dal sorriso, e a volte il riso esplicito (Giuliano non lo sa) all’amaro in bocca (Bel natale) … ma poi si torna a ridere.
Un Gaber nato trent’anni dopo in riva all’Arno? Paragone esagerato? E allora lasciamo la parola a lui, Canemorto che parla… ci darà i numeri da mettere al lotto. Bau, bau, bau! Ci sei? … ci siete?

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