La Fine in palude, tra poco. Non la fine di tutto, ma i La Fine, giovane band
nichilista, nei suoni e nelle parole, con un disco veramente esplosivo uscito ufficialmente
solo ieri. Il titolo, tanto per continuare nella metafora, è Scontento, a
produrlo la Superdoggy Music di Karim degli Zen Circus. La leggenda narra, che
abbia sentito solo alcuni brani della band, e ne sia stato così folgorato da
decidere di prenderli sotto la sua ala protettiva. I tre giovani di Cosenza,
attivi da un po’ di anni in alcune band dell’area calabrese, si sono formati da
solo un anno, e la prima cosa fatta è stato registrare 4 pezzi in meno di tre
ore. Fatti poi girare un po’ in giro fino a che non sono finiti nelle mani
giuste.
Scontento
è rock con venature noise, un certo gusto cantautorale sporco e cattivo. La
cartella stampa suggerisce: le canzoni del disco trattano temi centrali come l’amore,
la precarietà e la scoperta di se stessi attraverso l’introspezione. Direi che
è una buona traccia. C’è dentro il male di vivere, classico, da giovani ribelli,
un po’ intellettuali, ed è gridata con stile. Molto centrata la surreale
malinconica copertina, in linea con le sette canzoni dell’album (provate a sentirle cliccando qui). Io è da un bel po’ che sento in cuffia Scontento, e
non sono affatto scontento, anzi … la mia coda ha preso il ritmo giusto. Mi
pare sia ora di sentire cosa ne pensa la band. Pronti?
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