giovedì 20 aprile 2017

L'altro volto della speranza d'Europa, al cinema

Da anni seguo con piacere il cinema di Aki Kaurismaki, almeno i film che sono riusciti ad avere una buona visibilità/distribuzione anche da noi. Poche volte al cinema, devo dire la verità, più spesso in tv. Per fortuna il nuovo, ironico e forte suo lavoro è stato proposto  da una sala della mia città, il cinema dove andiamo più spesso e volentieri a vedere film Elle e io, si chiama Kappadue. Il titolo della pellicola (lui gira ancora proprio con la pellicola) invece è L'altro volto della speranza, ed è valso al regista finlandese il premio per la regia all'ultima edizione del Festival di Berlino. Premio più che meritato.
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venerdì 1 luglio 2016

Euro2016, al cine: Italia 4 Germania 3

L'Italia con Fuocoammare ritrova il cinema-verità, un neo-neorealismo fuori tempo massimo (quando la tv, con programmi-verità, ha detto tutto ... nel peggio), vince, soffrendo, ma vince. Non solo l'Orso d'Oro all'ultima edizione del Festival di Berlino, ma una partita difficile facendo ben 4 gol. Il primo da parte del regista, Gianfranco Rosi, capace di creare dalla nuda realtà, una materia filmica pura (chi ha visto Sacro GRA sapeva già), che senza pietismi, senza appelli, racconta il dramma degli sbarchi mostrandone il contorno: la popolazione di Lampedusa, con in testa un ragazzino, che sembra uscito da un film di Truffaut (I quattrocento colpi? ... troppo facile?), forse vero e unico protagonista della pellicola, capace di strappare risate e applausi a scena aperta (sua la seconda rete dell'incontro). In realtà anche il medico del paese è fortemente dentro la partita (pure medico del ragazzino; formidabile la parte di film con lui, coppia vincente), va in gol con la sua umanità nell'affrontare, quasi da solo, l'emergenza medica degli immigrati appena sbarcati (e anche quelli morti, ai quali deve dare un motivo del decesso). Sono loro, gli immigrati, tutti insieme, provenienti dai più disparati luoghi del sud del modo, a segnare il quarto gol. La partita improvvisata nel campo di prima accoglienza, anzi, il campionato improvvisato con niente, è da cineteca. Ricorda, forse involontariamente rende omaggio, a tante partite di calcio in condizioni di costrizione, Fuga per la vittoria in primis, ma non solo. Come il cercare di fare comunità, rappando o  semplicemente guardandosi negli occhi, guardandoci negli occhi, manda alla memoria un sacco di film sugli immigrati dentro e fuori dall'Italia. Ma vorrei dire, anzi sottolineare, che Rosi non vuole dare giudizi, non vuole dare spettacolo, non condanna e non assolve nessuno. Mi ricorda il Rosselini documentarista, perché presente nella realtà al momento giusto. Questo!
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martedì 22 marzo 2016

Su è giù dell'inverno 2016 ... per me

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sabato 27 febbraio 2016

Paracetamol è la tachipirina a Berlin

Berlin è stata molte cose, alcune belle, altre brutte.
Berlinale vista solo dall'esterno, purtroppo niente
film, niente Orso d'Oro, per una serie di ritardi
e pochi biglietti disponibili.
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domenica 14 febbraio 2016

Chiuso per Berlinale

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mercoledì 4 febbraio 2015

Solveig Dommartin, un ricordo

Non sapevo fosse morta, non sapevo lo fosse da ben 8 anni (sono distratto). L'ho scoperto per caso, cercando notizie su Wim Wenders, premiato alla Berlinale in partenza (5-15 febbraio) e su Il cielo sopra Berlino, che lanciò l'attrice francese... un vero e proprio lancio, dal trapezio. La ricordate? Interpretava la parte di una acrobata del circo. La Dommartin passò tre mesi a prepararsi con esercizi specifici, e tutte le sequenze acrobatiche del film vennero fatte direttamente da lei, senza bisogno di controfigure. Dopo questo folgorante esordio, comparve in poche altre pellicole, collaborando con il suo compagno Wim Wenders sia come interprete (Fino alla fine del mondo, Così lontano, così vicino), sia come sceneggiatrice (Fino alla fine del mondo), sia come montatrice (Tokyo-Ga). Da ragazzo ero attratto da lei: capelli lunghi e ricci, biondi, un corpo flessuoso, un sorriso birichino di chi non te la racconta giusta. Per questo mi sembra giusto ricordarla, la dolce Solveig ...una parte dell'Orso d'oro che riceverà Wenders, è anche suo.

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