domenica 8 gennaio 2017

Quella faccia un po' così, sempre uguale alla sua

Forse non l'avreste mai immaginato, ma il mio cantautore
preferito tra quelli classici, è da sempre Paolo Conte,
con quella faccia un po' così ...
Da ragazzino, quando facevo le scuole medie, lo proposi
durante l'ora di musica come ascolto, e venni preso in
giro da quei zotici dei miei compagni.
Erano gli stupidi Ottanta di Michael Jackson e Madonna,
che ne potevano sapere dei ragazzini di Un gelato
al limon o del kazoo? Un cazzo!
Ci rimasi male, ma non cambiai i miei gusti musicali, anzi,
li radicalizzai, con Paolo Conte sempre più mio, oltre le
illusioni di Timbuctù, le gambe lunghe di Babalù.
Che testi le canzoni di Paolo Conte, testi di una forza nel
creare suggestioni, che solo la sua voce poteva cantare,
anche se ha scritto belle canzoni per altri.
Tra le mie preferite Via con me, Hemingway, Quadrille,
poi Max, poi Gli impermeabili, Alle prese con una verde
milonga ... tantissime altre.
Mi viene in mente questo mentre leggo del suo compleanno,
dei suoi splendidi ottant'anni, fatti ieri l'altro: con quella
faccia un po' così, sempre uguale alla sua.

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venerdì 13 aprile 2012

Due parole con Elia Billoni


La copertina surreale ed esplosiva qui sopra, molto forte, molto rock ribelle, non tragga in inganno: c’è scritto Dino Fumaretto, mentre il musicante intervistato è Elia Billoni, un gradito ritorno in palude. Non è un errore, da frequentatori di questo blog, e/o della scena underground italica, saprete benissimo che Elia è l’interprete ufficiale di Fumaretto, delle sue caustiche canzoni, costruite in modo da scoppiarti in testa mentre l’ascolti (è stato pericoloso sentirlo in auto in questi giorni, perché ogni tanto mi fermavo a pensare alla costruzione di certe frasi o ridevo per i suoi divertenti nonsense, rischiando lo scoppio dell’airbag).
Ironico e malinconico a partire dal titolo, Sono invecchiato di colpo, è uscito di recente, come il precedente con La Famosa Etichetta Trovarobato, label tra le più interessanti e innovative di questi anni zerouno. Billoni di questi anni è un cantore perfetto, tra storie di insonnia, frigidaire con dentro chissà cosa, paure del dentista e dei denti. Un mondo reale irreale, dove il confine è labile. Elia e il suo pianoforte lo racconta con le parole scritte da Dino Fumaretto. Attorno a loro una vera e propria band con un sacco di strumenti, dal kazoo (non lo suona solo Paolo Conte), al sax, violini, chitarre, elettronica e tastiere di IOSONOUNCANE (nella title-track) … e un galletto. Già, un galletto. Moderno e antico in palude. Pronti per questo viaggio?      

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martedì 14 giugno 2011

Intervista ai La Metralli

Tre ragazze e un ragazzo questa sera immersi nella palude. Sono La Metralli, concentrato di emozioni folk sperimentale e musica pop(olare) autentica. Delle voci e dei suoni che conquistano ad ogni ascolto. “Le loro suggestioni sono dei Balcani e del Mediterraneo … Colore rosso rubino, odore speziato di incenso e liquirizia, il loro sapore: pieno, sapido, armonico”. Così li descrive Mara Redegheri (una che se ne intende), così li sento pure io.

Da un po’ di tempo m’incanto ad ascoltare Del mondo che vi lascio, un disco uscito per Amigdala, pieno dei colori del mondo. Difficile parlarne, quanto facile sorbirlo, con naturalezza e felicità nell’animo. Mi vengono solo parole alte quando sento la voce di Meike, o i suoni del kazoo (sì, non lo usa solo Paolo Conte), gli intrecci di chitarre elettriche o acustiche di Meike, Matteo e Marcella, il contrabbasso di Serena …

È jazz? … musica popolare?... world music? È musica vera, direbbe Celentano, scritta e pensata con la testa fatta con il cuore …ma ora mi rendo conto di sbrodolare troppo io. Sbrodoliamo insieme La Metralli. Pronti?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/lametralli

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