domenica 8 gennaio 2017

Quella faccia un po' così, sempre uguale alla sua

Forse non l'avreste mai immaginato, ma il mio cantautore
preferito tra quelli classici, è da sempre Paolo Conte,
con quella faccia un po' così ...
Da ragazzino, quando facevo le scuole medie, lo proposi
durante l'ora di musica come ascolto, e venni preso in
giro da quei zotici dei miei compagni.
Erano gli stupidi Ottanta di Michael Jackson e Madonna,
che ne potevano sapere dei ragazzini di Un gelato
al limon o del kazoo? Un cazzo!
Ci rimasi male, ma non cambiai i miei gusti musicali, anzi,
li radicalizzai, con Paolo Conte sempre più mio, oltre le
illusioni di Timbuctù, le gambe lunghe di Babalù.
Che testi le canzoni di Paolo Conte, testi di una forza nel
creare suggestioni, che solo la sua voce poteva cantare,
anche se ha scritto belle canzoni per altri.
Tra le mie preferite Via con me, Hemingway, Quadrille,
poi Max, poi Gli impermeabili, Alle prese con una verde
milonga ... tantissime altre.
Mi viene in mente questo mentre leggo del suo compleanno,
dei suoi splendidi ottant'anni, fatti ieri l'altro: con quella
faccia un po' così, sempre uguale alla sua.

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