La copertina surreale ed esplosiva qui sopra, molto forte, molto rock ribelle, non tragga in inganno: c’è scritto Dino Fumaretto, mentre il musicante intervistato è Elia Billoni, un gradito ritorno in palude. Non è un errore, da frequentatori di questo blog, e/o della scena underground italica, saprete benissimo che Elia è l’interprete ufficiale di Fumaretto, delle sue caustiche canzoni, costruite in modo da scoppiarti in testa mentre l’ascolti (è stato pericoloso sentirlo in auto in questi giorni, perché ogni tanto mi fermavo a pensare alla costruzione di certe frasi o ridevo per i suoi divertenti nonsense, rischiando lo scoppio dell’airbag).
Ironico e malinconico a partire dal titolo, Sono invecchiato di colpo, è uscito di recente, come il precedente con La Famosa Etichetta Trovarobato, label tra le più interessanti e innovative di questi anni zerouno. Billoni di questi anni è un cantore perfetto, tra storie di insonnia, frigidaire con dentro chissà cosa, paure del dentista e dei denti. Un mondo reale irreale, dove il confine è labile. Elia e il suo pianoforte lo racconta con le parole scritte da Dino Fumaretto. Attorno a loro una vera e propria band con un sacco di strumenti, dal kazoo (non lo suona solo Paolo Conte), al sax, violini, chitarre, elettronica e tastiere di IOSONOUNCANE (nella title-track) … e un galletto. Già, un galletto. Moderno e antico in palude. Pronti per questo viaggio?
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