martedì 15 marzo 2022

Rece d'Alligatore: SounDelirio

 

SounDelirio, Mostralgìa

Boleskine House Records/Udedi Musica e Cultura

Un titolo intellettuale per un rock molto italico, molto Litifiba, o Ligabue o Vasco Rossi. I marchigiani SounDelirio mi sembrano così, e presentano il loro esordio in questo modo: Monstrum, dal latino, prodigio, fatto o fenomeno portentoso, sia in senso positivo, sia negativo, e poi Algìa, dal greco, dolore localizzato. In definitiva il dolore del mostro. E così sono le dodici canzoni, per quasi un’ora di musica.

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venerdì 27 marzo 2020

Rece d'Alligatore: 10HP


10 HP, Mantide
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Rock targato Italia quello di Mantide, dei siciliani 10HP, tra Ligabue e Pelù (sopratutto questo ultimo mi ricordano). Bella copertina d’impatto, con la mantide del titolo che ci guarda curiosa (o minacciosa?) e dieci canzoni cantate in italiano, che vanno via lisce come il pop-rock.
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sabato 21 marzo 2020

Rece d'Alligatore: I problemi di Gibbo


I problemi di Gibbo, Sai dirmi perché?
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Gran bell’esordio per questo gruppo reggiano, nato come duo nella primavera del 2017, allargatosi a quattro (voce/chitarra acustica, batteria, chitarra elettrica, basso synth/cori) per poi esordire quest’anno con Sai dirmi perché? Disco tra il minimalismo pop e il grande rock (in particolare emiliano – romagnolo, grazie anche all’accento).
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venerdì 6 marzo 2020

Rece d'Alligatore: Pia Tuccitto


Pia Tuccitto, Romantica io
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Bel disco di rock classico italiano, vicino alle canzoni di Vasco Rossi, Ligabue, Gianna Nannini. Sincero, senza fronzoli, con una decina di brani d’amore. Sì, d’amore, si sente proprio che ha ispirare la rocker toscana, bolognese d’adozione, è stato l’amore. Declinato in molte forme e situazioni, da quello romantico a quello sessuale, platonico, disperato, deluso … sempre posto in modo semplice e diretto però.
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giovedì 9 febbraio 2017

Rece d'Alligatore: My Escort


My Escort, Canzoni in ritardo
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Esordio maturo quello dei My Escort, band veneta, con un nome ambiguo e riferimenti/ambizioni che vanno dai Coldplay a Ligabue, dai Negramaro a certo pop-rock  tormentato, ma che non fa male. La genesi del loro primo disco ufficiale è lunga e fatta di rotture, ripensamenti, amori non corrisposti nelle canzoni come nella vitaccia vera.
Canzoni in ritardo, scritte tra il 1998 e il 2013, finalmente cantate: Riflessi, è un pop-rock che mi ricorda tanto i vecchi Timoria, Un semplice addio, è un pezzo molto carico, tra i Coldplay e Ligabue, e ci narra di un amore finito (tema ruotante in tutto l’album), Qualcosa che non c’è, grazie ad un piano classicheggiante e a dei fiati molto presenti, racconta bene un amore di tanti anni fa (era il 1998 quando la si scrisse). Foglie e nebbia, teso sia nel testo sia nella musica, è un brano per chi sente tutto contro e ne cerca il lato poetico, Sabato, tenta inutilmente di sfuggire al luogo comune, e con il giusto pathos descrive l’indescrivibile, mentre Le cose non cambiano mai, chiude il tutto, lasciandoci l’amaro in bocca.
My Escort riprovano a ripartire come hanno fatto molte volte: quel treno che corre nella campagna veneta tra fogli svolazzanti sopra un campo di mais da poco tagliato, dove li porterà? Ai posteri l’ardua sentenza?

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