domenica 27 settembre 2015

In palude con i Lowave



NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Rock- Electro

DOVE ASCOLTARLO Dalle 3 alle 5 di notte su un impianto hi-fi a letto.
su spotify
su itunes

LABEL Santa Valvola

PARTICOLARITA’ Tutti suoni veri

SITO O FB DEL GRUPPO qui ,

CITTA’: Prato

DATA DI USCITA ottobre 2015

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lunedì 7 aprile 2014

Due parole con King of the Opera

È sempre un gran piacere ospitare in palude i King of the Opera, per la loro simpatia e intelligente ironia nelle risposte, gli aneddoti che tirano fuori, la forza suggestiva delle immagini e i suoni. Progetto originale, musica totale, che sa sempre sorprendere. Dopo il gran disco d’esordio di due anni fa, Nothing Outstanding, i tre musicanti ritornano con questo piccolo gioiellino intitolato Driftwood. Un concept-album racchiuso in tre brani, sì, proprio un concept, per un totale di venti minuti di musica. Brani nati separatemene, poi rielaborati e fusi insieme a fuoco caldo. Il tutto scritto, suonato e prodotto da loro stessi assieme all’amico Andrea Rovacchi (Julie’s Haircut), nel sempre più mitico Bunker Studio di Rubiera (Re).
Driftwood, dato alle stampe con la nuova Chic Paguro (la stessa dei Bad Apple Sons), è legato al mare, come lascia ben intuire la splendida copertina cartonata con il cavalluccio marino stilizzato. Con questo disco i King of the Opera affrontano il tema della deriva, fisica e mentale, usando la metafora di un naufrago disperso in mezzo al mare, che solo quando accetterà la sua condizione abbandonandosi al destino ineluttabile, troverà la terra ferma. Il tutto viene reso musicalmente in modo molto impeccabile, cercando di riprodurre i momenti salienti: dall’entrata in mare della barca alla fine del viaggio. Provate a sentire il disco in streaming gratuito qui. Intanto io ne parlo con King of the Opera. Pronti?

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giovedì 13 marzo 2014

Due parole con i Karne Murta



Tra poco in palude i Karne Murta, anfetaminica band di Parma per la prima volta su questi schermi. Nati sul finire del secolo scorso, hanno la forza trasgressiva e iconoclasta dei ’70, ma anche la capacità di creare immagini brucianti tipica dei nostri giorni. La copertina del disco lo prova: perfetta nel riassumere la baraonda di suoni, colori, provocazioni della loro musica. Sì, Swingin’ Taboo, questo nuovo disco dato alle stampe per la Masnada Records, è così: una miscela di musica con un sacco di riferimenti spazio-temporali dal rock delle origini allo swing, la world-music accanto al jazz, il tutto senza dimenticare il punk …
Prodotto da loro stessi con Andrea Rovacchi, Swingin’ Taboo è stato registrato e mixato al mitico Bunker Studio di Rubiera (Re), e vuole rappresentare la continuazione del precedente Dirty Swing di due anni fa, sia nello stile musicale, sia nelle storie raccontate. Mescolanza di lingue e dialetti, dall’inglese per il loro rock’n’roll alle rime in arabo, e poi il francese e lo spagnolo, l’ucraino, l’italiano. Tutte le canzoni sono poi diligentemente riportate nel meraviglioso libretto interno, che supera in audacia e accostamenti incredibili la già sconvolgente copertina. Credo ci divertiremo con i Karne Murta, le premesse ci sono tutte. Pronti?
PERCONOSCERLI MEGLIO

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mercoledì 7 settembre 2011

Due parole con i Sarah Schuster

Ritornano nella palude i Sarah Schuster, ritornano per la terza volta direttamente da Vicenza. La prima nel 2008, si presentarono con un ep e tanto entusiasmo (dovevano andare all’Italia Love Festival di Livorno, come vincitori del contest regionale del Veneto). Poi nel 2009 con il sospirato esordio Rain From Mars, cd elegante e forte, quanto il pianeta rosso in copertina. Ora è la volta di Possibilities, nuova strada imboccata dalle sorelle Dal Zotto (Daniela, voce e chitarra, Eleonora, chitarra) e Matteo Mosele (batteria), con un rock più classico nelle loro vene e l’inedita formazione a tre.

Nove pezzi autoprodotti dalla Viola e Fucsia Production, con il sostegno di ABuzzSupreme, GattoRosso e il contributo di Andrea Rovacchi (il cd è stato registrato in gran parte nel suo Bunker Studio di Rubiera), e Giovanni Ferrario, produttore artistico di alcuni pezzi, uno dei quali scritto insieme alla band. Entrambi suonano in più di una canzone, e Possibilities prende quota con dei bei giochi di voce, chitarre acustiche accanto a chitarre elettriche, ballatone, l’organo in evidenza. Io ho avuto la fortuna di ascoltarlo quando era ancora un progetto iniziale, ora che ho la possibilità di ascoltarlo nella sua forma definitiva mi rendo conto dei passi avanti fatti. Questo può essere il disco della definitiva consacrazione. Parliamone con i diretti interessati. Pronti? Pronte?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/sarahschuster1

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