venerdì 14 maggio 2021

In palude con Serena Altavilla

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE cantautorato, rock, alternative

DOVE ASCOLTARLO sul CD -spotify-youtube-apple music

LABEL Black Candy Produzioni

PARTICOLARITA’ disco molto fisico

SITO INSTAGRAM FB

CITTA’ Prato

DATA DI USCITA 9 Aprile 2021

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venerdì 5 ottobre 2018

In palude con Riccardo Onori

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE World Music
DOVE ASCOLTARLO qui
LABEL BCLine
CITTA’ Prato
DATA DI USCITA 28.09.2018
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domenica 18 febbraio 2018

In palude con Tutte Le Cose Inutili


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Cantautorato Punk
DOVE ASCOLTARLO Spotify e tutte le altre piattaforme streaming
LABEL Black Candy Records
PARTICOLARITA’ Duo chitarra/batteria
CITTA’: Prato
DATA DI USCITA 26 Gennaio 2018

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venerdì 28 ottobre 2016

Che pianta è questa?

Dico subito che non si vince niente, è solo una mia curiosità. Spero sappiate aiutarmi, a dirmi che pianta è questa. L'ho fotografata l'estate scorsa in giardino, salvata dal taglio del prato perché mi piaceva. Ha dei fiori color malva, ma non è la malva (pure quella ho salvato dallo sfalcio, avevo un giardino pieno di erbacce, ma a noi piace ... salvare erbacce).
L'ho sempre vista nei nostri campi, viene anche più alta di questa, mi sapete dite cosa è? ... non si vince nulla, se non la mia gratitudine ... e magari qualche pins.

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domenica 27 settembre 2015

In palude con i Lowave



NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Rock- Electro

DOVE ASCOLTARLO Dalle 3 alle 5 di notte su un impianto hi-fi a letto.
su spotify
su itunes

LABEL Santa Valvola

PARTICOLARITA’ Tutti suoni veri

SITO O FB DEL GRUPPO qui ,

CITTA’: Prato

DATA DI USCITA ottobre 2015

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giovedì 5 giugno 2014

Due parole con Mitici Gorgi

Tra qualche istante arriveranno in palude i Mitici Gorgi, annunciati da una copertina che non lascia certo indifferenti (e manco la musica in essa contenuta, se è per questo). A me, questo volto strano, con gli occhi scoppiati e gialli, ricorda lo Scrondo, personaggio trash della tv anni Ottanta, ma forse è per una questione generazionale. Di certo, questo primo loro disco, è demenziale e instabile come quel rockettaro mostruoso. In the Gorgi show è un vero e proprio hellzapoppin sonoro, con testi surreali poco sentiti nella nuova musica italica. A produrre la Millesei Dischi al secondo album (il primo era stato quello dei Granprogetto, graditi ospiti qui circa un anno fa), con promozione di ABuzzSupreme.
I Mitici Gorgi hanno fatto della voglia di scherzare e mettersi in gioco una loro bandiera. Si pensi ad una delle loro prime apparizioni sulle scene dell'underground italico, cioè quella sul palco del Rock Contest. Nel 2007 spedirono quasi per scherzo un demo, per partecipare all'importante rassegna toscana, e dopo pochi mesi vennero chiamati ad esibirsi. Dopo alcuni demo, concerti e cambi di formazione, i Mitici Gorgi sono arrivati alla formazione a quattro: Chiara Fantozzi (voce, wurlitzer, flauto...), Federica Camiciola (voce/chitarraelettrica/MPC ...), Piero Cappellini (voce/chitarraelettrica/Sampler...), Francesco Fanciullacci (voce/basso/chitarraacustica/percussioni...). Li sento già in cuffia... pronti?

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martedì 22 gennaio 2013

Due parole con i Blue Willa



Un inizio di anno con i controfiocchi il 2013 in palude. Questa sera arrivano i Blue Willa, mai presenti su questi schermi con questo nome, ma già passati come Baby Blue un paio di volte. Un cambiamento di nome, e anche di stile, sotto alcuni aspetti. Il disco della maturità, uno dei dischi più attesi dell’anno (e non a caso, il Mucchio Selvaggio ha dedicato loro copertina e intervistona sul numero in edicola); disco omonimo prodotto da soli, con accanto La Famosa Etichetta Trovarobato, label bolognese che ultimamente non sbaglia un colpo. Produzione artistica di Carla Bozulich, edizioni AbuzzSupreme, con le quali sono nati, copertina di Cuore di Cane, ancora una volta lei. Questi i nudi dati storico-statistici, ma che disco è?
Un disco sul quale scommette la più grande rivista di rock italica, ricordando, nell’editoriale di Daniela Federico, le prime pagine dedicate a giovani Litfiba, Diaframma, Subsonica, quando ancora non erano conosciuti alle masse. Ma i Blue Willa sono i Blue Willa, un concentrato acido di punk-rock e travolgenti passioni, delle canzoni nuove, tirate in modo rigoroso, citazioni filmiche, una voce di donna sempre più sicura, sempre in prima linea (anche nei dischi di amici passati in palude), una musica che pensa localmente ma agisce nella mente… ed è quindi internazionale. Non state capendo? Allora seguiteci, nella blog-intervista che va ad incominciare. Qui si fa la Storia. Pronti?   
PERCONOSCERLI MEGLIO CLICCA QUI

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martedì 2 ottobre 2012

Due parole con i Dee Lei


Dee Lei per la prima volta in palude. Un nome suggestivo per una giovane band Toscana, da Prato, che è all’esordio con questo interessantissimo omonimo album. Omonimo, ma non anonimo per i temi trattati e per il modo di farlo. I Dee Lei cantano in italiano, narrano storie intime come la scoperta di un amore e la sua fine, come della fuga della disperata di Natasha Kampush dopo tremila e novantasei giorni di prigionia (ve la ricordate? … io non la ricordavo, cercate in Rete), le minacce della modernità, il ricordo dell’eccidio nazista dei 29 martiri di Figline (cercate in Rete pure questa Storia).
Un pop-rock agrodolce che colpisce già al primo ascolto, come deve aver colpito il mitico Paolo Benvegnù, conosciuto ad un concerto dei Dee Lei (allora si chiamavano Malaparte), diventato poi il loro produttore artistico. Come label hanno invece trovato sulla loro strada la giovane Rogues Records (con distribuzione fisica Audioglobe, digitale The Orchard), il tutto promosso da ABuzzSupreme. Insomma una squadra di qualità, per musica di qualità, che ha colpito pure me. Per questo ho voluto passassero in palude prima dell’uscita di questo album dalla tenue copertina, perfetto per duri dal cuore tenero come noi. Pronti? 
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martedì 5 ottobre 2010

Intervista ai Baby Blue

Non sono molti i gruppi passati una volta su questo blog che poi decidono di ripetere l’esperienza. Anche per questo gli ammiro. Eccoli qua, diligentemente seduti sul divano, pronti a teletrasportarsi online, i Baby Blue, una delle band più attive in circolazione oggi. Basta leggere molte altre interviste fatte qui con altri gruppi per accorgersi della molte loro partecipazioni ad altri cd… e allo stesso tempo, ecco altri musicanti partecipare alle loro produzioni (Paolo Benvegnù, Samuel Katarro, Alessio Pepi dei Dilatazione ...).
Insomma siamo ancora in Toscana, in quella grande area denominata Oltre Firenze, con una miriade di gruppi in continuo fermento e cooperazione. Da qui nasce questo gioiellino di cd, We don’t know, uscito da qualche settimana per La famosa etichetta Trovarobato dei Mariposa, con lo zampino promo del Consorzio Utopia ABuzzSupreme e l’artigianato attivo del TryDog Lab. Lo ascolto da alcuni giorni e mi si dilata nella mente. Lo sento molto psichedelico, tipo i Jennifer Gentle, ma con più rock e ironia. Di questo ed altro parleremo con i Baby Blue. Avanti, buttatevi nel tamburello che ha in mano Serena. Vi teletrasporterà sul blog dell’Alligatore. 1, 2, 3 …
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/babyblue2004

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martedì 21 settembre 2010

Intervista ai Dilatazione

Sono appena sbarcati nei pressi della palude e si avvicinano minacciosi come fossero sulla Baia dei Porci ai tempi caldi. Sono i Dilatazione, ennesimo gruppo toscano gradito ospite sul blog dell’Alligatore. Da Prato con sentimento, ironia e genialità nel mascherarsi, tra Frank Zappa e i Kraftwerk, con piena consapevolezza della nostra storia recente e nei propri mezzi. Sono in sei, attivi da dieci anni anche in altri gruppi di culto (Ulan Bator, MURIèL, Soloincasa, La band del brasiliano, Object…) e in collettivi cinematografici rigorosi, da dibattito (mai sentito John Snelinberg? … ne parleremo).
Mi fanno impazzire vestiti da polli, nel video per il lancio del fresco The Importance of Maracas in the Modern Age, secondo loro album uscito per la Acid Cobra di Amaury Cambuzat, con lo zampino di Paolo Benvegnù (ancora lù), ospiti come Katarro (idem) ed altri dell’allegra banda TrydogLab. Dodici pezzi che hanno ridotto la mia coda a brandelli (ecco perché ho il mal di schiena), tra il punk più ballerino e l’elettronica con più testa. Bettino Krauti è già tra i miei hit. Andate sul loro myspace e diventerà pure il vostro.
Dilatazione mettetevi qualcosa sopra le canottiere (è umida la palude) e partiamo … o forse la canottiera è una citazione politico-poetica sulla nostra classe digerente alla frutta?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/dilatazione

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lunedì 26 ottobre 2009

Intervista ai MURIèL

MURIèL, scritto così, tutto in maiuscolo eccetto la e accentata in minuscolo, è un giovane gruppo toscano che ho il piacere di avere ospite questa sera sul mio blog. Pop di ottima fattura quello che propone, anzi un pop perfetto, con la giusta dose di elettronica e le giuste staffilate rock. Del resto, tra i collaboratori del recente cd dato alle stampe con ABuzzSupreme, troviamo nomi noti come Lele Battista (da La Sintesi a Fossati), Tommaso Cerasuolo (Perturbazione) e Paolo Benvegnù (Scisma, Proietilli buoni…).
Cosa decide?, loro seconda uscita dopo l’esordio del 2007, è nel solco delle precedenti produzioni di questa intelligente unione di musicisti toscani (Consorzio Utopia), che ha deciso di mettere assieme le forze per produrre la musica liberamente. Non a caso troviamo Serena Altavilla dei Baby Blue a cantare nell’intensa Confondersi (da pelle d’oca) e Mirko Maddaleno, della stessa band, chitarra instancabile nella labirintica Neppure un volto. Due dei nove magnifici pezzi di questo cd con il cono gelato in copertina e delle gru sullo sfondo che non smetterei mai di ascoltare. Perfetta metafora non si poteva trovare per rappresentare un cantiere aperto di musica nuova e dolce (senza dimenticare la concretezza) … ma sto cominciando a parlare/scrivere in critichese e non è bello. Meglio dare la parola/scrittura a loro. Intanto io mi mangio il gelato. Ci siete MURIèL?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/muriel29

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mercoledì 22 aprile 2009

Intervista ai Baby Blue

Non lo diresti che sono al primo cd ufficiale i Baby Blue. Non lo diresti perché hanno una maturità nel modo di proporsi che incanta e allo stesso tempo fanno una musica nuova utilizzando circuiti produttivi altrettanto nuovi. Sono figli dei molti festival musicali dove hanno suonato (Rock Contest di Controradio, MI AMI di Rockit, Heineken Jammin' Festival, Arezzo Wave, Italia Wave, Bilbo-Rock a Bilbao …), luoghi d’incontri importanti, sono figli della voglia di fare musica insieme che da sempre (e con più forza dagli anni ’80) contraddistingue la loro terra, la Toscana… e, nonostante tutte queste cose importanti non hanno perso l’ironia, come si può vedere dalla foto sopra, di Silvia Bavetta.
Chitarre sghembe, una voce di donna forte e versatile (tra PJ Harvey e i Led Zeppelin), una ritmica sbatticoda come piace a me e dei cambi di velocità da far tremare i polsi. E poi lo scambio femmina e maschio nel cantare, l’onnipresente Paolo Benvegnù alla produzione artistica (ma ha pure cantato e suonato in molti pezzi), una copertina splendida che sembra una coloratissima locandina di un film di Hitchcock, e poi questo nome, Baby Blue, dalle suggestioni musicali forti, un nome che mi sembra di aver già sentito…
Come! Baby Blue, Come!
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/babyblue2004
MERAVIGLIA PER GLI OCCHI IL LORO VIDEO PER SILENTLY

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giovedì 19 marzo 2009

Intervista ai Lowave


Dopo gruppi affermati e ospiti internazionali in diretta dagli States, l’Alligatore ritorna a dialogare con una giovane band all’esordio, direttamente da Prato, con un cd autoprodotto come nella migliore tradizione underground. Come sempre roba buona però, di prima qualità (altrimenti passerei il tempo in altro modo, altrimenti anche questa sera sarei al cine) che fa battere la mia coda con buone vibrazioni.
I Lowave, così si chiamano, sono una classica formazione voce, chitarra, basso, batteria e piacevoli deformazioni. Non a caso il loro recente album di gran classe (ogni copia è un originale cartonato gioiosamente artigianale) s’intitola Warpage, cioè deformazione, curvatura, distorsione … sentiremo quale si adatta di più a loro. Lo sentiremo dalla viva scrittura di Ivano, Loris, Matteo, Tommaso, tutti nati nei primi anni ’80, tutti impegnati a costruire un nuovo panorama indipendente.
Possono ricordare i Radiohead e i primi U2 oppure in nostrani cod (gruppo che saluto con affetto) anche se i Lowave cantano in inglese. Hanno avuto un collaboratore di culto come l’infaticabile Paolo Benvegnù e questa sera sono riusciti a ritrovarsi tutti qui. O almeno spero. Siete pronti Lowave?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/lowavenet
VAI AL LORO SITO http://www.lowave.net/

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