Intervista ai Laradura
Dalla grassa, dotta, rossa … Bologna, ecco un altro magico gruppo di bolognesi provenienti da diverse parti d’Italia, i Laradura. Sono in quattro e “vengono da Calabria, Sardegna, Sicilia, terre calde come il suono che propongono” (leggo sul loro facebook la frase e concordo), sono quindi perfetti per rappresentare questa scena locale, sempre più caratterizzata da musicanti di tutta Italia. Il loro disco, Senzafine, uscito ufficialmente da pochi giorni presso la bella label indipendente di Sassari Red Birds Records (canta bene l’uccellino rosso), mi è piaciuto subito.
Registrato e mixato nel mitico Lotus studio di Gianluca Lo Presti e Lorenzo Montana (tra gli altri, Simona Gretchen e Nevica su quattropuntozero), Senzafine è caratterizzato da un cantautorato nuovo, che colpisce nella scrittura, nel modo di proporsi, nelle melodie che l’accompagna. Dal vivo deve essere ancora più coinvolgente. Spero siano molti i giri dei Laradura con il loro amico Harry, nella foto sopra dalle suggestioni on the road. Senzafine vorrei non finisse mai. Intanto andiamo a cominciare l’intervista. Pronti?
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