Dee
Lei per la prima volta in palude. Un nome suggestivo per una giovane band Toscana,
da Prato, che è all’esordio con questo interessantissimo omonimo album.
Omonimo, ma non anonimo per i temi trattati e per il modo di farlo. I Dee Lei
cantano in italiano, narrano storie intime come la scoperta di un amore e la
sua fine, come della fuga della disperata di Natasha Kampush dopo tremila e novantasei giorni di
prigionia (ve la ricordate? … io non la ricordavo, cercate in Rete), le minacce
della modernità, il ricordo dell’eccidio nazista dei 29 martiri di Figline
(cercate in Rete pure questa Storia).
Un
pop-rock agrodolce che colpisce già al primo ascolto, come deve aver colpito il
mitico Paolo Benvegnù, conosciuto ad un concerto dei Dee Lei (allora si
chiamavano Malaparte), diventato poi il loro produttore artistico. Come label
hanno invece trovato sulla loro strada la giovane Rogues Records (con
distribuzione fisica Audioglobe, digitale The Orchard), il tutto promosso da
ABuzzSupreme. Insomma una squadra di qualità, per musica di qualità, che ha
colpito pure me. Per questo ho voluto passassero in palude prima dell’uscita di
questo album dalla tenue copertina, perfetto per duri dal cuore tenero come noi.
Pronti?
PER CONOSCERLI MEGLIO Etichette: AbuzzSupreme, Audioglobe, Dee Lei, Due parole, Eccidio di Figline, Intervista, Malaparte, Natasha Kampush, Paolo Benvengù, Partigiani, Pop, Prato, Rock, Rogues Records, The Orchard, Toscana