mercoledì 24 ottobre 2012

Il romanzo più atteso dalla blogosfera

Oggi scenderò in città con il mio mulo, e spero di ritornare con questo libro dentro la gerla. Lo conoscete quasi tutti ormai, è il secondo romanzo del nostro amico blogger Nicola PezzoliZio Scriba, Nick mano calda,  il "sosia" di Tondelli, insomma, per farla breve, lo scrittore che ci delizia nel suo blog con racconti e prove sempre orginali e divertenti, tra naia, noie, e molti colpi in canna. Inutile che mi dilunghi, sapete bene di cosa parlo. Già ospite in palude, in quella magica serata con tre scrittori amici miei ("Forum scrittori d’acqua dolce"), legge e scrive tantissimo, come si deve fare se si vuole essere dei veri scrittori.

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giovedì 24 settembre 2009

Carlotto riporta l’Alligatore in vita

Oggi ho visto il papà dell’Alligatore, quello vero, Massimo Carlotto. È in tour per presentare il suo nuovo romanzo, L’amore del bandito (Edizioni e/o), e mi ha fatto l’onore di partire dalla mia città. Con lui, alla Fnac di Verona, Silvana Rigobon, preparata, impeccabile, perfetta, a presentare, interrogare, fare semplicemente letteratura.
Carlotto ha parlato di molte cose, non solo del nuovo romanzo, che vede il ritorno dell’Alligatore (finalmente), ma anche del suo amato blues, del poliziesco dal 1848 ad oggi, di come lavora (da solo o in squadra), della povertà della nostra tv gossipara (dal plastico di Cogne ad altre sozzerie), della sua letteratura come indagine sociale, giornalistica (quella che nessuno fa più, a parte Report, il manifesto e qualche altro).
Poi ha rivelato che i romanzi con l’Alligatore vengono acquistati subito dal cinema, ma poi rinunciano altrettanto velocemente a farne film, perché lo trovano poco rassicurante, inadatto alla prima serata. Anche per questo mi piace. È un dato di fatto, i suoi romanzi trattano tematiche scomode, l’Alligatore, pur avendo caratteristiche da personaggio del poliziesco classico, non è il solito investigatore tradizionale e lui non è uno scrittore da pigiama e pantofole.
Ne L’amore del bandito c’è della droga che sparisce dall’istituto di medicina di Padova (è stato il cattivo tenente di Herzog?), c’è Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, storico collaboratore dell’Alligatore, che scompare, c’è la nuova criminalità e c’è un’indagine da sbrogliare. Silvana Rigobon l’ha definita anche una storia d’amore. A vedere la copertina e leggere le prime indiscrezioni (la Sylvie di Rossini, per esempio), ci posso credere. E poi, il poliziesco è da sempre (in particolare il Carlotto dell’Alligatore) un qualcosa sulla mancanza d’amore, quindi è anche sull’amore.
Quanto al cinema, per un impossibile film, chi vedreste bene nella parte dell’Alligatore? Qualcuno ha detto Ligabue (forse influenzato dal fatto che il Liga in questi giorni è in Arena per mastodontici concerti tuttoesaurito; l’ho sentito provare passando nei dintorni). Qualcun altro ha buttato lì Jean Reno. Meglio. Carlotto ha rivelato che ogni volta che esce un suo nuovo romanzo, lo chiama Gioele Dix per proporsi come protagonista. Io nella parte dell’Alligatore vedo bene solo uno: Massimo Carlotto. Quando leggo i suoi romanzi immagino lui e solo lui. Sotto tortura, e pensandoci bene, direi Sergio Castellitto (a meno che il torturatore non fosse Gioele Dix) o, tra i giovani, Filippo Timi. Come regista Paolo Sorrentino o Davide Ferrario. E voi, che ne dite?
Per incontrare il papà dell’Alligatore
Guarda qui tutte le date del tour di Massimo Carlotto!
PER SAPERE TUTTO SU DI LUI
http://www.massimocarlotto.it/

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sabato 30 maggio 2009

Marlene Kuntz live – Verona, Teatro Romano 29.05.2009

È stato uno dei più bei concerti della mia vita. Per l’umiltà, la disponibilità, la maturità, il rock nelle vene, un mucchio di belle canzoni, il darsi totalmente all’arte, lo splendido scenario tra antico e moderno. Tutto era cominciato nel pomeriggio di venerdì, quando Cristiano Godano (privo del barbone, male) e compagni, si erano presentati alla Fnac di fronte ad un pubblico giovane e attento, per sottoporsi ad una sfilza di domande sulla loro musica e su ciò che le gira attorno (scrittura, poesia, cinema, amore…). Quaranta minuti intensi e simpatici, a mostrare un gruppo compatto, con le idee chiare e la consapevolezza nei propri mezzi.
La sera, saliti sul palco dell’intimo Teatro Romano di Verona , quasi totalmente gremito nonostante il freddo (quasi in perfetto orario, da veri professionisti), cominciano a snocciolare classici e qualche pezzo recente, con un’energia ed una freschezza straordinarie. Nel pomeriggio avevano parlato degli anni che passano, ma non sembrano siano passati gli anni per i Marlene Kuntz. Precisi, se non per qualche capello bianco, a quando andavo a vederli ai primi concerti da ragazzino.
Il pubblico è molto vario. Dai quarantenni ai trentenni che con i Marlene sono cresciuti, ad un pubblico più giovane, ma molto entusiasta, che quando il terzetto aveva cominciato a suonare era appena nato; sembrano conoscerli meglio del sottoscritto: cantano, chiamano la canzone, scattano immagini con il telefonino. Una ragazza davanti a me, tutta ricci ed energia, corre vicino al palco e abbraccia e bacia Godano alla fine del concerto, fregando i gorilla attenti (ma, almeno in questo caso, tolleranti). Fine del concerto per modo di dire, perché i Marlene Kuntz non si stancano mai, e concedono due bis tirando fino alle undici e mezza passate.
Alla vera fine il pubblico si avvicina al palco ed abbraccia (proprio fisicamente) la band, anche qui estremamente generosa nello stringere mani e regalare sorrisi. Non in modo ruffiano, come fanno i politicanti a caccia di voti in questi giorni, ma da amici di sangue. La ragazza di prima si prende in regalo la bacchetta e il plettro (se li è guadagnati), ed io rincaso felice, quasi ritornato adolescente. Nella mezz’oretta di viaggio non accendo la radio. Ho nelle orecchie buona musica a sufficienza per un bel po’.
Ho detto di Godano, leader carismatico senza pose da duro. Ma i Marlene sono anche una grande chitarra, umile ma necessaria come quella di Riccardo Tesio (c’è sempre) e un fantasista dietro alla batteria come Luca Bergia. Questo è il gruppo, il terzetto così entrato nella storia del nostro rock (e così Godano ama, come ha detto nell’intervista, essere ricordato), ma fondamentale è l’apporto di due innesti come il sicuro basso di Luca Lagash Saporiti e il giovane ma molto bravo Davide Arneodo (tastiere, violino e percussioni). Due Marlene Kuntz extraparlamentari, che spero rimangano a lungo accanto al terzetto. Le canzoni. Le canzoni. Non sono bravo a ricordarmi le canzoni, è un mio difetto. Ho la memoria di pasta frolla e ho sempre invidiato chi se le ricorda tutte e le canta a squarciagola. A fine concerto non ho avuto la prontezza di riflessi di prendere al volo la scaletta, altrimenti sarei qui a sparare titoli. L’ha presa la ragazza di prima (no, scherzo, questa l’ha preso un ragazzo). Ho avuto l’impressione di un concerto molto rock, con un sacco di energia e qualche momento psichedelico. Accanto ai classici fatti fuori uno dietro l’altro, nuovi piacevoli pezzi, come quello che chiude il recente film di Davide Ferrario (Tutta colpa di Giuda, dove Godano stesso ha recitato) Canzone in prigione, bel rock sociale e Pregiudizio, ritmico, nervoso, instabile come una vera marlenekuntzsong. Nota a parte per Impressioni di settembre, cover della PFM: acida, dilatata/dilatante, vera ecologia per la mente e il corpo; i Marlene Kuntz l’hanno fatta loro come nessuno altro mai. Ciliegina sulla torta di un grande concerto rock.
SITO E MYSPACE MARLENEKUNTZIANI

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lunedì 21 aprile 2008

Secret Show: gli Afterhours gratis


Una ne pensano, cento ne fanno. Dico gli Afterhours, con quelle facce da drughi. Dopo la versione in inglese del loro ultimo cd (consumati tutti e due i prodotti a forza di ascoltarli), ora lanciano il loro attesissimo disco dal titolo provocatorio/programmatico I milanesi ammazzano il sabato, con dei Secret Show, cioè dei concerti aperti esclusivamente a chi acquisterà il cd tramite il sito della Fnac. Ormai ci sarete abituati, in questo blog si parla solo di grandi rock’n’roll band e di cose gratuite, o quasi.
Per la cronaca, i concerti evento sono 2: uno in Sicilia, già fatto, l’altro in Veneto, il 23 aprile alla Gabbia Music Club in collaborazione con lo Zion Rock Club.
Tutte le informazioni a questo indirizzo.
http://www.lagabbiamusicclub.it/
http://www.zionrockclub.it/
http://www.afterhours.it/

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