Intervista a Daniele Scarsella
Daniele Scarsella è in viaggio da Frosinone verso la palude, a piedi, con il cappotto pesante incurante del caldo. Ancora pochi passi e avrò l’ennesimo cantautore ospite per la blog-intervista. C’è un ritorno ai cantautori in questo periodo, o è solo un caso questo continuo passaggio nel mio blog? Daniele è un cantautore riflessivo e intimista, poetico, ama le parole ed è da esse ricambiato. Attivo dalla fine degli anni ottanta, si è autoprodotto i primi album nei novanta, ritrovandosi finalista al Premio Ciampi del 1998, non ancora trentenne.
Dopo molte altre esperienze, intrecciando sapientemente la musica con la poesia e la letteratura, è giunto quest’anno al suo quarto disco ufficiale, un doppio album intitolato Con l’olio nell’acqua, uscito con Eleinad Studio. Paragonato a molti grandi, da Capossela a Fossati e Cammariere, ha in effetti molto di questi (in particolare del primo), ma dimostra nel complesso una sua specificità che in pochi anni potrebbe portarlo a diventare lui stesso un esempio. Tra qualche anno potrei intervistare un giovane cantautore che assomiglia a Scarsella …ma ora ho la possibilità di sentire l’originale. Stanco, in affanno e un po’ sudato è arrivato nella palude. Una volta comodo potremo partire …
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A Villadose (Ro), per dirne una, c’è il grande Vinicio Capossela che ritira il premio Amnesty 2009 per la canzone Lettera di soldati. E dico solo questa, perché è la più grossa. Ci sono piccoli e grandi concerti ogni giorno ...
È Vinicio Capossela il vincitore della settima edizione del Premio Amnesty Italia, con un pezzo fortemente critico con la guerra, Lettere di soldati, contenuto in Da Solo, album celebratissimo dello scorso anno.
Io all’epoca ero uno studentello delle superiori. Mi ricordo quella paura. Mi ricordo le manifestazioni e le mie prime prese di posizione politiche. Molte scelte fatte dopo, come l’obiezione di coscienza al servizio militare, per chi votare, cosa leggere e come respirare, lo schierarmi per la pace in ogni guerra venuta dopo (e sono state tante, troppe, infinite …) sono nate in quei giorni. Mi fa piacere sentire Vinicio, ascoltato tante volte, casualmente responsabile di alcune mie scelte di vita, grande lettore dell’amato John Fante come me, rievocare quel triste momento storico, quando la guerra è ritornata di prepotenza nelle nostre case senza più uscirne.