
Avevo rimandato la lettura di questo libro tutto l'anno, ora, complici
pochi giorni di ferie, sono riuscito a farlo. Si tratta del secondo
libro di Lou Palanca, Ti ho visto che ridevi, uscito qualche mese fa con
Rubettino, come il romanzo precedente. L'ho letto tutto in un giorno,
praticamente incollato ad esso, appassionato da questa storia di un uomo
che dopo il funerale della madre fa una scoperta sconvolgente: la madre
non era la madre, ma la sorella della vera madre, fatta scomparire
chissà per quale motivo. Cercherà di scoprirlo, andando alla sua
ricerca, spostandosi dalla Calabria al Piemonte, nelle Langhe, dove pare
si fosse trasferita poco dopo averlo messo al mondo. Dietro una storia
di violenze e ribellioni, donne coraggiose costrette a fuggire, legate
ad un filo rosso: dalle lotte in Calabria negli anni 50/60, alle lotte
No Tav di oggi. Un'indagine incalzante, tra diverse parti d'Italia (fa
venire voglia di visitare quei luoghi, da Riace all'Osteria dell'Arco di
Alba), dove si snoda questo giallo politico-mafioso stupendo, per me
ancora più appassionante dell'esordio dello scrittore collettivo Lou
Palanca, Blocco 52. Consiglio a tutti di passare capodanno a letto con
un libro così, è il miglior augurio per il 2016 che possa farvi.
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