venerdì 1 gennaio 2016

A letto con un libro, questo ...

Avevo rimandato la lettura di questo libro tutto l'anno, ora, complici pochi giorni di ferie, sono riuscito a farlo. Si tratta del secondo libro di Lou Palanca, Ti ho visto che ridevi, uscito qualche mese fa con Rubettino, come il romanzo precedente. L'ho letto tutto in un giorno, praticamente incollato ad esso, appassionato da questa storia di un uomo che dopo il funerale della madre fa una scoperta sconvolgente: la madre non era la madre, ma la sorella della vera madre, fatta scomparire chissà per quale motivo. Cercherà di scoprirlo, andando alla sua ricerca, spostandosi dalla Calabria al Piemonte, nelle Langhe, dove pare si fosse trasferita poco dopo averlo messo al mondo. Dietro una storia di violenze e ribellioni, donne coraggiose costrette a fuggire, legate ad un filo rosso: dalle lotte in Calabria negli anni 50/60, alle lotte No Tav di oggi. Un'indagine incalzante, tra diverse parti d'Italia (fa venire voglia di visitare quei luoghi, da Riace all'Osteria dell'Arco di Alba), dove si snoda questo giallo politico-mafioso stupendo, per me ancora più appassionante dell'esordio dello scrittore collettivo Lou Palanca, Blocco 52. Consiglio a tutti di passare capodanno a letto con un libro così, è il miglior augurio per il 2016 che possa farvi.

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domenica 30 gennaio 2011

Intervista ai La Blanche Alchimie

I La Blanche Alchimie sono qui sul blog per la seconda volta, e questo mi fa molto piacere. Uno, perché vuol dire che l’altra volta (più di due anni fa) si sono divertiti, due, perché hanno fatto un nuovo disco veramente bello (e dico poco). Uscito ufficialmente il 25 gennaio per Ponderosa Music & Art, Galactic Boredom l’ascolto di continuo, per il puro piacere di farlo. C’è veramente una bella alchimia in queste dieci canzoni. Non è semplice pop, c’è anche psichedelia, classica, folk, musica da film … di tutti i colori.
Nove canzoni scritte da questa bella coppia tra Milano, Berlino e le Langhe, dove sono state incise in cinque giorni durante la scorsa estate. Sembra abbiano preso la poesia di quella terra, ricca di grandi vini e scrittori mitici. C’è quell’inquietudine e quello spirito nuovo nelle loro melodie, c’è quel piglio internazionale in tutti i pezzi. Un disco con molte piacevoli novità come la “prima volta” alla produzione artistica di Ludovico Einaudi (assieme a LBA), la “prima volta” della chitarra elettrica (compare pure nel bel dipinto della copertina, rigorosamente in carta riciclata), la “prima volta” di un duetto insieme per Jessica e Federico per la “seconda volta” sul blog dell’Alligatore … pronti La Blanche Alchimie?

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