martedì 6 novembre 2012

Due parole con i Cheap Wine


Per la prima volta in palude i Cheap Wine, gruppo di autentico culto, attivo da 1997, con otto album alle spalle e una reputazione intatta come pochi. Non si sono mai venduti, hanno sempre fatto quello che volevano, autoproducendosi per riuscire a fare ogni volta un ottimo vino a buon prezzo. Ottima anche l’annata 2012, con questo nuovo cd, Based On Lies (basato su falsità), il nono della serie, dopo l’acclamato album dal vivo di due anni fa. Secondo i Cheap Wine, ad essere basato su falsità, è il mondo attuale, il neoliberismo trionfante sulle macerie, capace ancora di colpi di coda e di strategie della tensione emotiva. Punto di vista che coincide con il mio, come potrete immaginare.
Undici pezzi di grande rock, tra ballata da deserto, swing, puro rock’n’roll, canzone d’autore, per raccontare, a loro modo, la società occidentale ai tempi della crisi. Smarrimento, rabbia, prese per il culo da parte dei media, manipolazione delle notizie, crisi e disperazione per chi sta perdendo tutto e non ha manco gli strumenti per capire, perché anni di lavaggio del cervello l’hanno reso incapace di reagire; ma il loro, intendiamoci, non è un deprimente telegiornale: citano Tom Waits e pensano a Noam Chomsky, hanno un video surreale e simpaticamente horror (Waiting On The Door, ora tra i preferiti sul mio canale YouTube ALLYDIEGO). Per questo gli ho voluti ospiti in palude. Pronti?
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