lunedì 31 dicembre 2018

Buon anno con Roberto Ciotti

Il 31 dicembre di cinque anni fa ci lasciava Roberto Ciotti, grande bluesman italiano. Direi improvvisamente, visto che aveva solo 60 anni. Era il 31 dicembre 2013, forse la notizia passò in secondo piano, ingiustamente. Io ero in vacanza a Berlino, non riuscii a dedicare lui manco un piccolo post dei miei. Ciotti è stato un nome importante della nostra musica, sia per la partecipazione a dischi di altri (Edoardo Bennato e De Gregori,  per esempio), sia per i suoi, tra i quali anche le colonne sonore di Turné e Marrakech Express di Gabriele Salvatores, i primi lavori usciti negli anni '70 con la mitica Cramps, gli anni '90 con i bellissimi cd pubblicati con Il Manifesto. Se non lo conoscete vi invito a approfondire partendo dal sito a lui dedicato qui e ascoltando il penultimo album Troubles & Dreams del 2010 qui
Questo il mio modo per augurarvi un 2019 nel segno della buona musica ...

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sabato 30 luglio 2016

Rece d'Alligatore: Geddo



Geddo, Alieni
Volume!

Terza uscita per Geddo, cantautore ligure, che dopo l’esordio con Fuori dal comune del 2010, incentrato su dinamiche personali e Non sono mai stato qui di tre anni dopo, alla ricerca del grottesco dentro se stessi, con questo Alieni, vuole parlare degli altri. Lo cerca di fare in modo soft, con un pop-folk cantautorale, attualizzando tematiche classiche della vecchia scuola.
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martedì 29 dicembre 2015

Rece d'Alligatore: Lello Savonardo

Lello Savonardo, Bit Generation
La Canzonetta Record
Bit Generation, attenzione, no Beat Generation, il sociologo-cantautore Lello Savonardo lo sa bene. Sull’argomento ha scritto un libro, edito da Franco Angeli, ha tenuto dei seminari all’Università di Napoli e ora un disco. Dodici pezzi, più una ghost-track, per trasformare in musica questi suoi studi. 

I pezzi più riusciti sono quelli nei quali affronta direttamente l’argomento, a partire dalla title-track, elettronica, liquida, come il testo vuole, a raccontare la gioventù sempre connessa, “figli dei fiori virtuali” (esiste una versione dub e una reggae). Stessa musica per Alway on, che si apre con versi pronunciati da Derrick de Kerckhove, guru della comunicazione, erede di McLuhan, Il sole della tribù, sulla tv insegnate (unica?) delle masse, Messaggi segreti, con organo e voce sexy per raccontare il bisogno di interazioni più profonde. Molto bella L’equilibrista, che sembra un classico da cantautore anni ’70, I nuovi padroni, per il coraggio di gridare un paio di cose a ritmo dance, Spread emozionale, rock divertito/divertente alla Litfiba.

In definitiva un buon disco, anche grazie (ma non solo) all’apporto di un sacco di nomi cult da Edoardo Bennato agli Almamegretta Gennaro T e Mario4mxFormisano, poi Maurizio Capone, Ciccio Merolla, i dj Danilo Vigorito e Gianluca Tripla Vitiello, Gennaro Porcelli, Giovanni Block ...

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