giovedì 6 maggio 2021

In palude con i Kusturin

 

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE alt rock

DOVE ASCOLTARLO su tutte le piattaforme di streaming, tipo qui

LABEL Bumper Muz

PARTICOLARITA’ è un disco, non un insieme di canzoni

INSTAGRAM FB

CITTA’ Sorrento/Caserta

DATA DI USCITA 26/03/2021

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mercoledì 3 gennaio 2018

In palude con Malmö


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Post-rock
DOVE ASCOLTARLO Spotify, Bandcamp,
LABEL Manita Dischi
PARTICOLARITA’ Post Rock in italiano
CITTA’ Vari paesi della provincia di Caserta
DATA DI USCITA 13 Ottobre 2017
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sabato 16 gennaio 2016

In palude con The Orange Beach


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE rock
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) 
LABEL Studio 12 Recordings/A Buzz Supreme
PARTICOLARITA’ : a piacere vostro. ;-)
CITTA’: Caserta
DATA DI USCITA 15/01/2016

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lunedì 17 novembre 2014

Due parole con i Miriam in Siberia



Miriam in Siberia per la prima volta in palude, e si sente. C’è un freddo che definirei “becco”, ma la loro musica sono sicuro ci scalderà. Sto infatti già ascoltando a palla il recente terzo cd della band di Aversa, Failing, il primo totalmente in inglese per loro. Atmosfera dilatata, acida, per un rock maiuscolo, che la cartella stampa definisce un manifesto doom rock con chitarre fuzz, unito a visioni mistiche e attitudine aggressiva. Registrato al Trail Studio di Napoli, masterizzato a New York presso il Salt Mastering, Failing è prodotto in totale autarchia dai Miriam in Siberia. 
Un bel traguardo questo terzo album, a distanza di circa sette anni dal primo omonimo EP. Era il 2006, la leggenda racconta che Miriam, loro cara amica, decise di partire per la Siberia, per una sorta di Erasmus. Da qui il nome del gruppo, da sempre immerso in visioni da sogno tipiche del rock giovane, una caratteristica che gli ha contraddistinti non solo nel suono, ma anche nelle immagini. La copertina di Failing è, non a caso, la foto della Siberia, e fa parte di un reportage fotografico dell’amico Marco Quinti intitolato, appunto, In Siberia. Avremo modo di parlarne nell’intervista che va ad incominciare … Pronti? 

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lunedì 19 maggio 2014

Due parole con This is not a Brothel

Una tetta con una parrucca a specchiarsi sopra un tavolo dove succede di tutto; due labbroni (manco gli Stones) in libera uscita, un uomo con i pantaloni abbassati che fa sesso con il manico dello specchio (che detta così...), una donna nuda lo guarda e sembra incitarlo. Insomma, succede di tutto sulla copertina del disco d'esordio dei campani This is not a Brotel, autentica alternative-band dal gusto forte in immagini, opere, parole e missioni. Per non dire dei suoni, rock gajardo, con distorsioni e contorsioni, sicuramente in linea con i testi da sapore erotico. Non a caso due canzoni dell'album sono state scritte dallo scrittore casertano Gianluca Merola, specialista del genere.
L'album, del quale parleremo in palude tra poco, è uscito a marzo come vinile (c'è un bel ritorno al vinile in questo periodo, da un po' lo noto con piacere), e in digital download, attraverso la piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso. Il nome del disco è anche quello della band, This is not a Brothel, come il singolo che ha anticipato l'uscita di questo oggettino di culto. Quando lo faccio partire la mia coda non riesce a stare ferma, la voce grida versi osceni sopra un rock genuinamente duro (assaggiatelo qui). Non sembrano una band di oggi This is not a Brothel, cinque ragazzacci provenienti da diverse esperienze musicali. Sono proprio curioso di sentire cosa ci diranno. Pronti?

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giovedì 7 gennaio 2010

Intervista ai The Orange Beach

È da poco iniziato l’anno e abbiamo già fatto il botto. Il primo gennaio infatti è uscito ufficialmente l’esordio dei The Orange Beach (trio campano di forza prorompente), intitolato programmaticamente Fuzz You! Non a caso a produrlo è una label straniera, la leggendaria Second Shimmy di Mark Kramer. In realtà Kramer non si limita a produrli, ma partecipa attivamente al cd come arrangiatore insieme alla band e suona il vibrafono in Barbon, pezzo tra il jazz e la psichedelia, pezzo da telefilm anni ’70 tipo Starsky and Hutch.
Un fortunato incontro il loro, nato, pare (ma me lo dovranno confermare questa sera), sulle pagine di myspace. Una storia moderna di abbattimento dei confini grazie alla Rete? Di certo c’è che il gruppo, classico post-punk chitarra, basso, batteria (e qualche volta la voce) è nato a Caserta nel 2005. Ha poi seguito la trafila da manuale delle giovani band: sbattimenti, passione, sudore, demo, partecipazioni a compilation, concerti per intimi o per platee più vaste (il MEI 2007 ad esempio), fino all’incontro con Kramer, che, tanto per dire, descrive il sound di The Orange Beach come “Ween meets Stray Cats on LSD !”
Insomma, non potevo farmi sfuggire l’occasione di averli sul blog prima della fuga di anche questi cervelli all’estero…ma forse sono già scappati? Ci siete?...
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/theorangebeach

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