lunedì 19 maggio 2014

Due parole con This is not a Brothel

Una tetta con una parrucca a specchiarsi sopra un tavolo dove succede di tutto; due labbroni (manco gli Stones) in libera uscita, un uomo con i pantaloni abbassati che fa sesso con il manico dello specchio (che detta così...), una donna nuda lo guarda e sembra incitarlo. Insomma, succede di tutto sulla copertina del disco d'esordio dei campani This is not a Brotel, autentica alternative-band dal gusto forte in immagini, opere, parole e missioni. Per non dire dei suoni, rock gajardo, con distorsioni e contorsioni, sicuramente in linea con i testi da sapore erotico. Non a caso due canzoni dell'album sono state scritte dallo scrittore casertano Gianluca Merola, specialista del genere.
L'album, del quale parleremo in palude tra poco, è uscito a marzo come vinile (c'è un bel ritorno al vinile in questo periodo, da un po' lo noto con piacere), e in digital download, attraverso la piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso. Il nome del disco è anche quello della band, This is not a Brothel, come il singolo che ha anticipato l'uscita di questo oggettino di culto. Quando lo faccio partire la mia coda non riesce a stare ferma, la voce grida versi osceni sopra un rock genuinamente duro (assaggiatelo qui). Non sembrano una band di oggi This is not a Brothel, cinque ragazzacci provenienti da diverse esperienze musicali. Sono proprio curioso di sentire cosa ci diranno. Pronti?

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