giovedì 5 giugno 2014

Due parole con Mitici Gorgi

Tra qualche istante arriveranno in palude i Mitici Gorgi, annunciati da una copertina che non lascia certo indifferenti (e manco la musica in essa contenuta, se è per questo). A me, questo volto strano, con gli occhi scoppiati e gialli, ricorda lo Scrondo, personaggio trash della tv anni Ottanta, ma forse è per una questione generazionale. Di certo, questo primo loro disco, è demenziale e instabile come quel rockettaro mostruoso. In the Gorgi show è un vero e proprio hellzapoppin sonoro, con testi surreali poco sentiti nella nuova musica italica. A produrre la Millesei Dischi al secondo album (il primo era stato quello dei Granprogetto, graditi ospiti qui circa un anno fa), con promozione di ABuzzSupreme.
I Mitici Gorgi hanno fatto della voglia di scherzare e mettersi in gioco una loro bandiera. Si pensi ad una delle loro prime apparizioni sulle scene dell'underground italico, cioè quella sul palco del Rock Contest. Nel 2007 spedirono quasi per scherzo un demo, per partecipare all'importante rassegna toscana, e dopo pochi mesi vennero chiamati ad esibirsi. Dopo alcuni demo, concerti e cambi di formazione, i Mitici Gorgi sono arrivati alla formazione a quattro: Chiara Fantozzi (voce, wurlitzer, flauto...), Federica Camiciola (voce/chitarraelettrica/MPC ...), Piero Cappellini (voce/chitarraelettrica/Sampler...), Francesco Fanciullacci (voce/basso/chitarraacustica/percussioni...). Li sento già in cuffia... pronti?

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mercoledì 22 maggio 2013

Le grandi domande del 2013/3

Durante l'intervista di giovedì scorso si è parlato, a proposito di un pezzo dei Granprogetto intitolato Roy Scheider, di amore subaqueo, amore senza respiro. Subito, tra le mie amiche presenti, Sole e Elle, si è scatenato un dibattito: amore senza respiro sì, amore senza respiro no. Io sono indeciso, mi è venuta in mente la scena dell'Atlante di Jean Vigo, vista mille volte come sigla di Fuori Orario  quando l'innamorato si getta nel fiume e rivede la sua amata ... e voi, che ne pensate?

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giovedì 16 maggio 2013

Due parole con i Granprogetto



Granprogetto questa sera per la prima volta in palude. Granprogetto di nome e di fatto, visto il gran bel disco che hanno fatto, La cena del bestione, non ancora ufficialmente fuori, ma già nelle mie orecchie da giorni e con molte rece positive in giro. In uscita a fine maggio per la Millessei Dischi, sorta di United Artist in musica (creata da loro assieme ad un altro paio di gruppi), La cena del bestione è pop-rock cantautorale, un po’ surreale, un po’ biografico. Tredici pezzi con una voce notevole, belle chitarre, frasi d’impatto. Titoli come Roy Scheider (non mi ricordavo fosse morto quel mitico attore), Parti ma resti nella Comunità europea, Cazzurillo, Kronoporta spaziale … insomma cose che ti restano in testa.
Nati artisticamente nel 1998 come La Camera Migliore, Marco Balducci, Francesco Fanciullacci, Davide Miano, hanno accumulato un sacco di esperienze in giro per i palchi. Due album con quel nome, tour accanto a nomi importanti (su tutti Max Gazzè), e poi la decisione di dare vita ai Granprogetto nel 2006. Ottima idea cresciuta con il tempo, grazie a concerti, altre collaborazioni importanti (una anche con il mitico Alessandro Fiori), e finalmente questo atteso debutto, con una copertina tipo il set di un film di Fellini. In questa loro progressione non potevano mancare un passaggio in palude. Se non ora quando? Pronti?   
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