martedì 21 aprile 2015

Due parole con i Walden Waltz


Walden Waltz tra poco in palude per presentare il loro esordio Eleven Sons, uscito solo da qualche giorno per Santeria/Audioglobe, uscito precisamente venerdì 17 aprile, sfidando eroicamente la sfiga. Del resto, la band di Arezzo è capace di affrontare forze del destino avverse, con ironia e forza morale, come quando si trovavano in un tour negli States e furono costretti a fermarsi per la rottura del furgoncino. Vinsero un concorso indetto dalla piattaforma web SonicBids, e volarono da costa a costa per fare un’altra serie di concerti ed esibizioni in radio. Durante questi concert, trovarono stimoli nuovi e incontrarono personaggi cult.
Tornati in Italia, dopo aver maturato una serie di esperienze importanti e la vittoria del LA Music Award: Most Outstanding Debut Release, per il singolo Looking Down registrato con il produttore Ron Nevison (The Who, Rolling Stones, Led Zeppelin), si sono chiusi in studio per registrare Eleven Sons. Undici tracce molto intense, sintesi perfetta tra urbano e selvaggio, serietà e ironia, una società che crea illusioni a getto continuo e allo stesso tempo sa come sapientemente distruggerti. È un album divertente e impegnato, con molti suoni folk-acido e un bel gruppo di amici, alcuni dei quali già passati in palude. Se fosse un film sarebbe Chiamami aquila, ma è un disco, un gran disco. Parliamone. Pronti?

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