domenica 8 settembre 2019

Il delitto Matteotti a fumetti

A giugno di quest'anno sono stati 95 anni, dall'assassinio fascista di Giacomo Matteotti, parlamentare socialista, che quando ancora si poteva fare qualcosa per fermare Mussolini, tentò di farlo con un famoso discorso e forti accuse contro il regime nascente. C'è tutto questo nel libro a fumetti della BeccoGiallo uscito a inizio anno, scritto e disegnato da due autori molto bravi (Francesco Barilli e Manuel De Carli), autori anche di altri importanti libri usciti con l'editrice di Padova (Carlo Giuliani - Il ribelle di Genova e Piazza Fontana, per esempio).
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lunedì 2 gennaio 2012

Elogio di Luca Guadagnino - seconda parte

La seconda parte dell'Elogio a Luca Guadagnino riguarda un documentario che ho visto sempre lo scorso dicembre, in occasione dell'omaggio al regista presente a Verona per dirigere l'opera di Giuseppe Verdi Falstaff. Si tratta di Inconscio italiano, doc-film moderno, su di un argomento poco noto, come la conquista e occupazione dell'Etiopia da parte dell'Italia fascista.
Nella prima parte alcuni intellettuali trattano l'argomento da vari aspetti: dal lato storico (Angelo del Boca e Lucia Ceci), a quello antropologico (Iain Chambers e Michela Fusaschi) a quello filosofico (Alberto Burgio e Ida Dominijanni). Agganci con il presente, poche rivelazioni, ma molte cose tenute nascoste nel nostro inconscio. E se le parole non bastano a sfatare il mito di "italiani brava gente", le immagini della seconda parte lo fanno eccome. Occupazione brutale voluta da Mussolini (che però si vede pochissimo, non si espose direttamente, lasciando spazio ai suoi gerarchi), sterminio di massa con l'iprite sganciata dal cielo dentro le bombe, intervento umanitario successivo per coprire il danno e zittire le proteste internazionali (ridicole, se pensiamo provenire principalmente da una potenza coloniale come la Gran Bretagna, ma non per questo sbagliate), la costruzione di strade e di altre grandi opere utili all'occupazione militare, i rapporti sessuali con le donne di colore da parte dei militi con il benestare delle alte gerarchie.
Insomma un quadro perfetto, una lezione di storia in 100 minuti (gli insegnanti che mi leggono prendano nota). Presentato nel 2011 a Locarno e al Torino Film Festival, dimostra la cultura e conoscenza della storia del regista quarantenne. Sarebbe interessante tornasse tra qualche anno con una pellicola cinematografica, per rendere con forza questo inconscio italiano e renderlo così più conscio. Ne abbiamo bisogno ... 

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venerdì 25 dicembre 2009

CINEMA in Tv: Il grande dittatore su Rai 3

Oggi, 25 dicembre 2009, è il trentaduesimo anniversario della morte di Charles Chaplin. Spesso la tv lo ricorda a natale con documentari, comiche, film. Oggi danno uno dei suoi capolavori (tra i più grandi del secolo scorso), tra le sue pellicole parlate la migliore: Il grande dittatore (Rai3, ore 15). L’ho rivisto ieri e mi è sembrato di una modernità e attualità sconcertanti: le guerre, i dittatori, il sesso e la politica, il piccolo uomo dentro gli ingranaggi della storia (come l’operaio di Tempi Moderni dentro quelli delle macchine di lavoro), la propaganda, il razzismo…
È un film pacifista, pacifista integrale. Girato poco prima di Pearl Harbour, è una satira coraggiosa delle guerre e di Hitler, quando ancora non si sapeva bene che fine avrebbe fatto (anche se Chaplin lo immaginava, a ben vedere la famosa scena del mappamondo che gli scoppia in mano). Ma tutte le scene sono dei piccoli tesori, poi scopiazzati da altri comici. Altra cosa impressionante è il mostrare come venivano trattati gli ebrei. Nessuno mai prima lo aveva fatto così (anche se lontano dagli orrori dei lager, si vede benissimo come nasce e si sviluppa, tramite ordini politici, il fenomeno antisemita; non è una cosa nata naturalmente, come le patate nei campi, ma è diretta e incoraggiata dall’alto). E il film, nonostante questo mischiare tragedia e commedia, funziona, ha successo in tutto il mondo libero (come si può vedere dalle tante locandine in diverse lingue).
In Germania fu ovviamente proibito, anche se Hitler probabilmente lo vide. Anche in Italia ci furono problemi; da noi il film uscì solo nel 1949 (è del 1940), purgato delle scene dove è presente la moglie di Napaloni. Napaloni è Mussolini (interpretato da Jack Oackie, perfetto nelle eleganti pose del dittatore italiano). Anche Hitler nel film ha un nome leggermente diverso, è Hinkel, interpretato dallo stesso Chaplin. Memorabile l’incontro tra i due dittatori: giocano a chi la spara più grossa, si esaltano davanti ad una parata, dal barbiere è una gara a chi si alza di più con la sedia, il loro incontro finisce a cibo in faccia …
Chaplin è Hinkel e allo stesso tempo il barbiere ebreo. Trovata geniale, alla base degli sviluppi del film. È il tipico personaggio romantico, impacciato, povero, ma che alla fine trova il modo di ribellarsi. Qui, scambiato per il dittatore, finirà per pronunciare quel bel discorso umanitario. Un pistolotto aggiunto in corsa, in base agli eventi storici? Io lo trovo perfetto, vero credo dello stesso grande artista, umanitario proprio come Chaplin.
Si è molto fantasticato sulle incredibili coincidenze nella vita di Chaplin e Hitler, nati quasi lo stesso giorno (Chaplin il 16 aprile del 1889, Hitler quattro giorni dopo). Uno nato per portare felicità e divertimento a milioni di persone, l’altro terrore e violenze, uno pacifista e di sinistra, l’altro militarista e di destra, uno artista totale, l’altro mediocre pittore, uno angelo, l’altro diavolo …


Cosa aggiungere? Invito a vedere il film oggi e buone feste a tutti ... Una risata vi seppellirà.

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