martedì 8 dicembre 2015

In palude con i C+C=Maxigross


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Pop Psych

DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)


LABEL Vaggimal/Trovarobato

PARTICOLARITA’ Profumato


CITTA’: Verona

DATA DI USCITA 6/11/15

Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 21 novembre 2013

Due parole con Hobocombo

Hobocombo per la prima volta in palude, con i suoi suoni, tra moderno e antico, cose alte e cose basse, un sapore di multiculturalismo vero che ben si adatta a questi schermi. Un trio magico, formato da Andrea Belfi, batteria (lo stimo fin dai tempi dei Rosolina Mar, forse non lo sapeva), Rocco Marchi, chitarra e synth (già su questi schermi con i fantastici Mariposa), e la giovane Francesca Baccolini al contrabbasso. Tutti e tre usano la loro voce, in questo disco, quasi sempre come un altro strumento musicale. Hanno Louis Thomas Hardin in arte Moondog come spiritual guidance fin dal loro esordio (un instant disc dedicato alla rilettura del repertorio dell’eccentrico newyorchese), questa volta omaggiato a partire dal titolo, Moondog Mask, per non dire della copertina (ovviamente ne parleremo nell’intervista).
Uscito ai primi di novembre con la Trovarobato e la Tannen, due tra le realtà più belle della nostra musica indipendente, Moondog Mask è un album internazionale, pensato a Parigi, registrato e mixato tra Berlino, Bologna e Cerro Veronese (monti Lessini, ancora). Mi verrebbe da dire un “disco per palati fini”, ma potrebbe essere fuorviante. Moondog Mask è la via italiana all’exotica, tra ritmi tribali e improvvisazioni jazz, elettronica minimale e strumenti del folklore italico, danze propiziatorie, atmosfere da b-movies e tanto altro ancora: tutto un mondo in fermento. Cercherò di bloccarlo nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?  
PERCONOSCERLI MEGLIO 

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 19 luglio 2013

Due parole con i Phinx

I Phinx sono una giovane formazione, giovane veramente, ma sono già alla loro seconda esperienza in palude. La prima, nel settembre di due anni fa, era stata interrotta da un temporale (la finimmo il giorno dopo), spero che questa sera non sia così. Lo spero anche perché questa sera presentano un bel disco uscito da qualche mese con Irma Records, originale nella forma e nei contenuti, originale a partire dal titolo Hòltazar, termine cimbro (antica lingua di derivazione germanica, parlata ancora in alcuni comuni dell’altipiano di Asiago, in Lessinia, e in poche altre parti di Veneto e Trentino Alto Adige), che vuol dire tronchi, o legname, come in cimbro sono due dei dodici pezzi dell’album.
Sorprende questo loro magico mescolare antico e moderno, momenti di pop danzereccio ad altri più contemplativi. E poi l’elettronica cara ai Phinx, accanto a strumenti indiani trovati e riscoperti durante i loro viaggi, archi, fiati… Ideato in una baita in montagna, Hòltazar, è poi stato registrato e prodotto in casa, in garage, giardino e in tutti quei posti in grado, per il gruppo, di dare il giusto suono, la giusta timbrica. Un lavoro davvero impegnato e decisamente impegnativo, da veri certosini del nuovo rock italico. Impeccabili e poco italiani, non vedo l’ora di sentire cosa hanno da dirci. Pronti?   
PERCONOSCERLI MEGLIO CLICCA QUI

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 2 maggio 2013

Due parole con i C+C=Maxigross



Per la prima volta in palude i C+C=Maxigross, scesi per l’occasione dalla loro amata Lessinia, montagna veronese dove da sempre succedono cose magiche. La loro musica è magia pura, appena l’ho sentita me lo sono detto e mi sono chiesto: ma da dove vengono questi? Il loro Ruvain (rumoreggiare, nell’antichissima lingua cimbra), vero e proprio esordio dato alle stampe per l’etichetta indipendente Vaggimal Records (altra magia della Lessinia), suona come qualcosa senza tempo. Quattordici tracce registrate in analogico in parte da MarcoJennifer GentleFasolo e in parte da loro stessi nelle infinite improvvisazioni casalinghe dalla notte all’alba.
Uscito da manco un mese, Ruvain incanta critica e pubblico, grazie anche al continuo girare sul loro furgoncino bianco comprato a fatica, per suonare in tutta Italia e pure fuori (sono stati anche negli States per un minitour, facendo una tappa al mitico CMJ Music Festival di New York). A vederli, barbe e capelli lunghi i quattro ragazzi, faccia d’angelo la ragazza, diresti che sono dei figli dei fiori usciti dall’estate dell’amore. E pure la copertina, il modo di vestirsi e atteggiarsi lo confermerebbe. Per non dire delle canzoni, in inglese, italiano, e cimbro …insomma, una bellezza per le orecchie e gli occhi. Pronti?
PER CONOSCERLI MEGLIO CLICCA QUI

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,