sabato 1 febbraio 2014

Carlo Mazzacurati, un ricordo

Faccio fatica a credere che Carlo Mazzacurati sia morto. Per me Mazzacurati rappresenta il Nuovo Cinema Italiano. Quando sento parlare di lui, ripenso a quel suo primo film, Notte italiana, con Marco Messeri finalmente in un ruolo di protagonista, la bella Giulia Boschi, credo all'esordio (poi ha fatto pochi altri film), i gemelli Ruggeri, che allora andavano forte in tv (la nuova comicità italiana), il mitico Remo Remotti. Un film che anticipava tangetopoli, si disse poi, io non credo, almeno non solo. Un film sul nord-est, i schei, i soldi facili, sugli intrallazzi tipici dove gira il denaro: dove c'è il capitalismo c'è corruzione. Ma non voglio buttarla in politica. Notte italiana era un film poetico, volava alto. Un film notturno anche, adatto al cinema, alla buia sala cinematografica. Infatti, dopo la prima visione al cinema, non credo di averlo più visto (forse solo nel passaggio su Rai 3 di qualche anno dopo). Al cinema faceva parte di una rassegna sul Nuovo Cinema Italiano, assieme a Domani accadrà, di Lucchetti. Infatti associo sempre i due film, i due gggiovani cineasti italiani. Lo andai a vedere con mio fratello e la sua morosa, in un cineclub con le poltroncine verdi (niente a che fare con l'identità padana e altre balle, era così da sempre), ora chiuso da anni.
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