
Faccio fatica a credere che Carlo Mazzacurati sia morto. Per me
Mazzacurati rappresenta il Nuovo Cinema Italiano. Quando sento parlare
di lui, ripenso a quel suo primo film, Notte italiana, con Marco Messeri
finalmente in un ruolo di protagonista, la bella Giulia Boschi, credo
all'esordio (poi ha fatto pochi altri film), i gemelli Ruggeri, che
allora andavano forte in tv (la nuova comicità italiana), il mitico Remo
Remotti. Un film che anticipava tangetopoli, si disse poi, io non
credo, almeno non solo. Un film sul nord-est, i schei, i soldi facili,
sugli intrallazzi tipici dove gira il denaro: dove c'è il capitalismo
c'è corruzione. Ma non voglio buttarla in politica. Notte italiana era
un film poetico, volava alto. Un film notturno anche, adatto al cinema,
alla buia sala cinematografica. Infatti, dopo la prima visione al
cinema, non credo di averlo più visto (forse solo nel passaggio su Rai 3
di qualche anno dopo). Al cinema faceva parte di una rassegna sul Nuovo
Cinema Italiano, assieme a Domani accadrà, di Lucchetti. Infatti associo
sempre i due film, i due gggiovani cineasti italiani. Lo andai a
vedere con mio fratello e la sua morosa, in un cineclub con le
poltroncine verdi (niente a che fare con l'identità padana e altre balle, era così da
sempre), ora chiuso da anni.
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