giovedì 6 febbraio 2014

Due parole con i Junkfood



Copertina magnifica, che fa la sua figura qui in palude, ad annunciare i Junkfood, presto ospiti su questi schermi. È il primo passaggio per loro, qui portano la loro seconda prova, The Cold Summer Of The Dead, titolo affascinante, in linea con le trame sonore che riescono a dar vita. Un titolo che prende spunto dall’ultimo verso della famosa poesia di Giovanni Pascoli, Novembre: … è l’estate fredda dei morti. La lirica, come saprete, è ambientata durante la cosiddetta estate di San Martino, quando un illusorio caldo estivo, lascia il posto alla brutta stagione. Taglio brutale, netto, dai lugubri presagi per la natura.
The Cold Summer Of The Dead, è stato registrato proprio in quel periodo (alle Officine Meccaniche di Milano da Tommaso Colliva), pigiando sul tasto dark di quei giorni, un carnevale senza speranza. È così il disco, otto sorprendenti tracce sonore di rock di ottima fattura elettronica. Non a caso le due etichette coinvolte nel progetto sono la Trovarobato e la Blinde Proteus, dietro alle quali ci sono musicanti sulla stessa lunghezza d’onda (Mariposa e Simona Gretchen). I quattro Junkfood, talentuosi giovani musici dalle svariate esperienze, non potevano trovare di meglio (qui per assaggiarli). Inevitabile il salto in palude. Pronti?  
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martedì 19 febbraio 2013

Due parole con Simona Gretchen



Ritorna in palude Simona Gretchen, ritorna a pochi giorni dall’uscita ufficiale del nuovo attesissimo disco, Post – Krieg, definito l’atto finale del suo percorso musicale, almeno sotto queste spoglie. Dopo due dischi? Probabilmente c’è chi ci mette una vita per dire certe cose, e chi, con il dono della sintesi, un po’ meno. È il caso di Simona Gretchen, e questo suo album potrebbe essere l’occasione anche per tirare le somme dell’alternative-rock italico degli ultimi dieci anni. Post- Krieg appare come un disco breve, ma intenso, perfetto sunto delle inquietudini sotto la pelle, come era stato il devastante esordio di quattro anni fa, Gretchen pensa troppo forte… ora pensa ancora più forte.
Prodotto dalla stessa Disco Dada e dalla sua nuova label Blind Proteus, ritrova il fido Lorenzo Montanà e Nick Manzan, ritrova Paolo Mongardi con il quale aveva lavorato nel 2011 al vinile Venti e tre, oggettino di culto con la title-track su di un lato e la cover di Venus in  Furs sull’altro, ritrova lo spirito decadente, le suggestioni più malate del secolo breve con citazioni dirette o meno a personaggi quali Jung, Artaud, Nietzsche, solo per citare quelli più definitivi/ultimativi. Insomma, siamo ancora alla ricerca di qualcosa di indefinibile, che il ritmo ipnotico, i momenti di acido hard blues, le parole cantante senza volerlo, possono farci intravedere per un attimo. Pronti?    

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lunedì 28 maggio 2012

Due parole con gli Elettrofandango


La terra trema in pianura padana, e questa sera in palude tremerà ancora di più, per l’arrivo degli Elettrofandango a presentare il loro Achab, appena uscito presso Blinde Proteus (la nuova label di Simona Gretchen, con due rettili, forse alligatori, nel simbolo, che in realtà, mi hanno spiegato nell'intervista, sono 2 protei, anfibi ...) e la classica Scriveremale, accanto al gruppo veneto da sempre. Sette pezzi per nulla facili, a partire dall’intro Antro di Achab: un ragliare di cani che ha fatto alzare le orecchie al mio gatto, registrato di nascosto al canile di Venezia una notte, per rappresentare i cani che biblicamente sbranarono Achab. Come di consueto riferimenti alti per gli EF.
Gruppo tosto, sempre alla ricerca del male dentro e fuori di noi, come ogni buona band del Veneto che si rispetti, non riescono ad essere banalmente felici. Non lo erano tre anni fa, con il gran disco d’esordio In quanto già peccato, presentato anche in palude (con Remo Remotti a declamare Bukowski … da culto), non lo possono essere ora, con il finto sogno della crescita infinita miseramente caduto. E allora il mare di Achab, un mare per nulla tranquillo, un mare con onde violente, tempesta e impeto. Tutto questo dentro e fuori di noi, dentro gli EF, dal vivo ancora più duri e puri, abituati a concerti infiammati (spesso in compagnia dell’amico Pier Paolo Capovilla e soci …). Pronti Elettrofandango?    

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