giovedì 28 dicembre 2017

Rece d'Alligatore: Edoardo Pasteur


Edoardo Pasteur, Dangerous Man
Autoproduzione
Edoardo Pasteur è un nuovo cantautore italiano, con un passato da maratoneta. Ora canta in inglese, un rock dolceamaro debitore dei grandi d’oltreoceano da Dylan a Springsteen ai quali fa il verso con un certo talento. Il cantautore genovese si è autoprodotto questo disco d’esordio, Dangerous Man, con accanto un buon gruppo di musicisti che l’hanno supportato degnamente per dare vita ad un prodotto degno di essere ascoltato.
Ben tredici pezzi in questo album dalle tematiche multiformi, ma dal rock coerente e intenso a partire dalla title-track ispirata da T. E. Lawerence: parla di/agli uomini liberi (per questo pericolosi) con un’atmosfera liquida e tastierine cult. Da citare poi Hey hey, you, ispirata dal film I guerrieri della notte di Walter Hill, ricorda molto Knockin' on Heaven's Door di Dylan, Come sit by my fire, dal gran sax di un pop-blues ritmico e caldo per una dichiarazione d'amore, Big Fish, blues che apre il disco con ritmo e poesia (è ispirato all'omonimo film di Tim Burton).
Insomma molta, moltissima carne al fuoco, con ispirazioni nate dal mito americano in tutti i suoi ambiti, musica, cinema letteratura (c’è pure un pezzo ispirato dall’immancabile The Road di Cormac McCarthy). Ben fatto, una coerenza di fondo che incanta, pur non dicendo nulla di nuovo. Attendiamo il seguito.

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giovedì 23 luglio 2015

... quasi come Corradino

Io e Annie ad Operaforte (foto tratta quasi in diretta dal loro FB)
In questa calda estate andiamo spesso al cine all'aperto. Martedì in uno abbiamo gustato Rushmore, esordio geniale di Wes Anderson, inedito per i cinema nostrani, ieri Big Eyes, rivisto con piacere in un altro cinema (sono stato tra i blogger che l'ha difeso l'ultimo Burton, e confermo il parere positivo). Questa sera dovevamo tornare nel primo cinema all'aperto, l'Operaforte, in un forte diroccato vicino alla mia città. Davano Io e Annie, di Allen, in assoluto la pellicola da me più vista. La conosco a memoria, ma l'avrei rivista con piacere, come Corradino e la cugina, nel libro di Zio Scriba, Chiudi gli occhi e guarda. Le previsioni del tempo incerte ci hanno convinto a restare a casa, ma sicuramente ritorneremo in quel luogo dove sono in programma un sacco di cult (qui la lista completa). A parte l'ultimo pessimo Eastwood, che ho trovato un passo falso del vecchio buon cineasta a stelle e strisce, direi non hanno sbagliato un colpo. Per questo, vi linko pure la loro pagina FB, facendo un po' di pubblicità (progresso). Finalmente qualcosa di alt(r)o culturalmente nella mia città. Vi dico solo che l'ultimo film, il 9 agosto, sarà Il grande Lebowski. E poi, il giorno dopo, uno dei comici meno bolliti d'Italia, Natalino Balasso dal vivo, in Cinebalasso. Tra film vecchi e nuovi uno spasso ...

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venerdì 30 settembre 2011

Due parole con i Lapingra

Questa sera arrivano nella palude i Lapingra, un magico duo inclassificabile composto da Angela Tomassone e Paolo Testa. Magico e inclassificabile perché la loro musica è così. Strana diresti a sentirla la prima volta, come la copertina del loro cd in uscita ufficiale ad ottobre con Imago Sound: verde acquoso, con degli stranissimi esseri che nuotano (sono degli esperimenti genetici?... metafora della loro musica?). Per vederla bene la copertina si deve aprire tutta, e sembra di tenere in mano un acquario uscito da un film di Tim Burton.

I ripetuti ascolti di Salamastra, questo il titolo del loro album d’esordio, mi hanno stordito, impressionato, preso. C’è musica classica e pop, ballabile e un bel lavoro sulla voce, e poi elettronica, momenti cinema. A tratti sembra di sentire la voce di Odette di Maio, cantante dei Soon, gran bel gruppo indipendente anni ’90. Bisogna solo lasciarsi andare e alla fine ci si diverte, come spero ci divertiremo questa sera con i Lapingra. Pronti?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/lapingra

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