lunedì 6 maggio 2013

Due parole con gli Hank!



Non avrei mai pensato di avere Hank in palude, ma questa sera il sogno si avvererà. Ok, non è proprio lui, il mio scrittore preferito (Hank, per gli amici, era Charles Bukowski), ma è una band che ha deciso di omaggiarlo nel nome. Hank! con l’esclamativo in fondo, sono un giovane gruppo di Palermo con il gusto per il surreale e la voglia di suonare. Si può capire questo dalla mole di concerti fatti e dal titolo splendido che si sono scelti per questo loro esordio in uscita per 800A Records: Atti pubblici in luoghi osceni. Sembra proprio un bel titolo per una raccolta di racconti del nostro comune amico scrittore. Mettete canzoni al posto di racconti, e il gioco è fatto.
Dieci pezzi cantati in italiano dai quattro siciliani (Francesco Pintaudi/voce e chitarra, Salvatore Aiello/chitarra e tastiere, Claudio Gambino/basso, Giorgio Bovì/batteria), con uno stile tutto personale e una maturità raggiunta in breve tempo, se pensate che si sono formati solo nel 2008. Nell’album compaiono in alcuni pezzi anche Nicolò Carnesi (voce), con il quale sono stati in tour per il suo Gli eroi non escono il sabato, Oratio (armonica), già gradito ospite in palude, e Aldo Ammirata (violoncello). Altra bella cosa è la copertina, a metà strada tra quella di un libro di Hank e una locandina di qualche film di Pedro  Almodóvar. Chi sarà l’autore? Ovviamente, è una delle domande dell’intervista che va ad incominciare. Pronti?

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venerdì 6 aprile 2012

Due parole con Oratio


Ancora di scena la Sicilia, ancora di scena un cantautore degli anni zero, anzi zerouno, Oratio, brillante e pop come la copertina del suo secondo cd, uscito come il primo per Malintenti dischi. Discorrendo senza ratio è il suo titolo, ironico e diretto come le canzoni che lo compongono: dodici perle con parole scelte con cura, per una musica dal sapore internazionale. Ascoltandolo ci si diverte un sacco, come credo si siano divertiti a realizzarlo. Per questo è un piacere ospitarlo per la prima volta nella palude; mi piace immaginarlo beffardo e surreale come nella foto sperimentale al centro del libretto interno.
Oratio con questo suo nuovo disco ha voluto uscire dall’ambito strettamente cantautorale, cercando di ampliare i confini della sua musica. Con una frase di lancio “Oratio è sempre più Badly Drawn Boy e meno Battisti, più Wilco e meno De Gregori” si è voluto marcare su questo punto, e sentendo canzoni come Mille idee con quel violino e una certa magia folk-rock, Il musicista inglese dall’atmosfera sospesa con piano e bei fiati, piuttosto che Pirati ancora folkeggiante con ukulele e chitarra slide … o Scegli il vizio, si può capre cosa si intende. Ma non voglio sbrodolare oltre, sento Oratio che si schiarisce la gola. Pronto?
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