mercoledì 11 marzo 2015

Volate al cinema dietro a questo piccione

Trentanove quadretti surreali, tristi, buffi, sulla vita, sulla morte, sull'assurdità di tutto ciò. Un film che incanta, giustamente Leone d'Oro a Venezia 2014, perché film autenticamente d'arte, fuori da qualsiasi epoca. Durante la visione si è presi da attacchi di riso, ma anche di panico, all'inizio ci si sente spaesati, per l'umorismo nero, molto scandinavo, vicinissimo a quello dei migliori Monty Python per le situazioni, o ai fratelli Kaurismaki per i personaggi. Poi ci si abitua, ad un crescendo di storielle, accadimenti, personaggi buffi o meschini, in cerca di amore, o soldi, o ricordi, o pace interiore.
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