lunedì 22 ottobre 2012

Due parole con Maria Devigili



Per la prima volta in palude Maria Devigili, nuova cantautrice trentina con il ritmo nelle vene e una voce che in(canta). Appena ho sentito le dodici canzoni di Motori e Introspezioni, ho pensato sarebbe stato bello ospitarla sul mio blog (lei ne ha uno dove c’è dentro tutto sulla sua musica): pezzi originali, molto personali, accanto a due omaggi importanti quali Aria di Rivoluzione di Battiato (Maria l’ha resa attualissima), e il classico immortale di Baudelaire L’Albatros, una delle due canzoni in francese dell’album. Un disco che sembra procedere a scosse, forse perché è stato registrato da Andrea Sologni all’Igoo Audio Factory di Correggio nel giugno 2012, proprio durante quel terremoto che ha colpito l’Emilia.
Pensato e prodotto insieme al batterista Stefano Orzes, Motori e Introspezioni ha il tema del doppio fin dal titolo, e da qui possono partire molti spunti per il “critico”: umano/non umano, caldo/freddo, interno/esterno, cd/live. Sì, live, per Maria Devigili la dimensione ottimale è quella dal vivo, magari in intimi locali, dove da un bel po’ sta portando la sua musica e le sue parole. Una sfilza di concerti in tutta Italia a partire dal Trentino dove è nata, per passare all’Emilia dove vive e poi in tutta la penisola. Maria Devigili, professione cantautrice. Ebbene sì… questa sera in palude. Pronti?
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