venerdì 2 settembre 2011

Paolo Villaggio, il Benpensante

La fine della II guerra mondiale è stata festeggiata con Churchill con la V a Piccadilly come un grande momento della storia inglese e con MacArthur che firmava il trattato di pace a bordo della "Missouri" nella baia di Tokio. Un momento di gioia e di euforia per tutto il mondo occidentale, però il prezzo da pagare è stato 62 milioni di morti. Ci siamo illusi tutti: da lì sembrava che le guerre sarebbero finite per sempre. Niente da fare: tra guerre in Corea, Vietnam, Golfo, Afghanistan e Libia, il prezzo finora è solo di 12.850.000. A questo punto non riusciamo a capire qual è l'obbiettivo fondamentale delle "missioni di pace" occidentali. A chi possiamo chiedere: «A chi servono queste guerre?» Vogliamo fare un ultimo tentativo, convincere gli animalisti di non proteggere solo le balene e i panda, ma anche i maiali, le pecore, le mucche e i cavalli del Palio di Siena, ma anche gli uomini. Perché di questo passo rischiano l'estinzione, come i brontosauri.
Paolo Villaggio su il manifesto del 28.08.2011 nella sua rubrica Il Benpensante.

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