DID il vinile… e poi nel mondo.
Erano anni che non accendevo il mio vecchio stereo giù in cantina. Pieno di polvere, con un caos attorno, l’umidità del luogo. Avevo paura non funzionasse più. Invece, quel vecchio stereo di fine anni 70, inizio ’80 (quando si facevano le cose per durare), funziona. Divertente far suonare una giovane band come i DID e il loro vinile 7’’ trasparente.Un oggettino di culto fin dalla copertina Hello Hello, con immagine del guru della fotografia moderna Andrew Davidhazy, vero e proprio pioniere negli anni sessanta della tecnica di Strip Aerial Photography. In effetti quella monetina lanciata per fare un bel volo in aria è molto sperimentale, da anni ‘60/’70.
La musica no, è modernissima, si tratta di quel pompante e contagioso ritmo dancefloor post-punk che apriva il loro felice esordio Kumar Solarium, Hello Hello. Sull’altro lato Another Pusher remixata dai These New Puritans, quartetto londinese ipnotico e piacevolmente stordente. Un bel lancio a livello internazionale per questi giovani torinesi e la loro label indipendente Foolica records.
Il cd Kumar Solarium uscirà in tutto il mondo nei prossimi mesi: negli States e Canada con la Saboteur Records, in Giappone con la Flake Records, in Gran Bretagna con la stessa Foolica. Mi fa piacere averli ospitati per il lancio del disco lo scorso autunno e per questo RILANCIO LA MIA Intervista ai DIDEtichette: Andrew Davidhazy, Cultura, DID, Elettronica, Foolica, Funk, Kumar Solarium, post-punk, Rock, Torino, Vinile
