Intervista ad AbbaZabba
Ritorna sul blog dell’Alligatore, dopo quasi tre anni, AbbaZabba. Allora era dicembre del 2008, e si presentava sotto la neve, con un berretto invernale. Oggi c’è caldo, ma non ha abbandonato il berretto (forse teme l’umidità della palude), e ha in più una barba fluente. La sua musica, fatta di canzoni intimiste, tra il folk e il blues, ha preso qualcosa di pop e qualcosa di elettronico, sotto però c’è sempre lui, cantautore triestino con la sua chitarra acustica e la malinconia sapientemente mischiata all’ironia.Il nuovo, cd uscito ad inizio anno per la label svizzera Sonic Shapes, s’intitola The Alphabet, ed è un omaggio, fin dalla bianca copertina, alle lettere dell’alfabeto con le quali AbbaZabba ama giocare molto bene. Una dietro l’altra per scrivere canzoni, per cercare di portare ordine nel caos. Niente numeri, ma lettere, anche ad elencare le canzoni dell’album: dalla lettera A di Breakfast On A Hill alla lettera M di Black And White. Ad accompagnarlo una classica rock-band, con chitarre, basso e batteria, qualche gioioso innesto di Hammond e in un pezzo la voce di Lara-B, artista slovena che ha prodotto assieme a lui il cd. Tante cose da dire, tante cose da chiedere nell’intervista che va ad incominciare…pronto?
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